Unholy Alliances

July 2nd, 2009
  

Che titolo imponente per un post così piccolo… Vabbeh.
Mi ci sono volute un po’ di consultazioni e, alla fine, ho preso una decisione circa lo stage…
…Decisione sofferta devo dire…
Alla fine fine ho deciso di aderire alla loro politica aziendale di non retribuzione degli stage universitari per cui, il sottoscritto, per la bellezza di due mesi lavorerà completamente aggratise, che fortunelli questi qua.
“Brutto pirla ma fare la tesina no?” diranno alcuni all’unisono.
Beh effettivamente era una possibilità ma mi è stato fatto capire in modo molto gentile dal direttore che “era meglio se facevo lo stage”… Io sti modi di fare clientelari li odio, fossi stato in un’altra situazione avrei probabilmente fatto la tesina o declinato l’offerta ma purtroppo i tempi sono quelli che sono come mi ha confermato il responsabile stage che non so se per scazzo o per effettiva conoscenza di una situazione meno rosea di quella che ci vogliono far sembrare, pure mi ha vivamente consigliato di saltare sulla barca.
Ora che ho dato letteralmente fuoco a un migliaio di euro non mi resta che considerare la cosa come un investimento nel futuro: rinunciare a mille euro oggi per potermi impegnare al massimo nello stage, essere confermato a progetto, impegnarmi a fondo nell’orribile dimensione del contratto a progetto (ucciderò qualsiasi influenzato mi si avvicinerà nei prossimi due anni quindi fate attenzione) e farmi così assumere… Questo sempre posto che il lavoro mi piaccia e mi appassioni e non siano solo stati gli altri a vendermela bene, purtroppo sono uno che si entusiasma in fretta…
Boh, non sono ancora del tutto sicuro di aver fatto una scelta saggia, speriamo in futuro di non dovermene pentire restando l’unico del master che ha lavorato gratis… Almeno per un po’.

In treno

June 26th, 2009
  

Seduto in treno su panche degne di quelle di un piroscafo degli anni 20 me ne torno a casa sotto un cielo che non promette nulla di buono… Quantomeno speriamo che si sfoghi oggi e non domani che avrà luogo la tradizionale grigliata di Belice.
Nel frattempo qualche idiota ascolta pessima musica rap.
Dio se odio i treni, peggiorano di anno in anno è tremendo, tra cinque anni avremo prombabilmente quelli a spinta.
L’interrogativo della giornata non è però sui treni ma su quanto successo oggi.
Ho trovato uno stage.
Dovrei essere contento direte voi… Io non lo sono particolarmente ma andiamo con ordine.
L’azienda è di quelle piccole ma presenti nei posti giusti, la posizione è interessante (business analyst junior) in quanto mi instraderebbe bene sulla via del Project Manager che sarebbe poi il mio obiettivo da qui a dieci anni…
Il problema è di natura, purtroppo, veniale: per motivi a me non chiari le tre settimane di stage necessarie per il master non verrebbero retribuite.
Tradotto: niente danè fino a Dicembre che poi sarebbero i soliti 500 euro di elemosina.
Il seguito sarebbe il classico coccodè sotto mentite spoglie ma li si parla di un dignitoso 1350 € netti… L’incognita sta solo nella crisi.
Ora questi vogliono una risposta entro mercoledì e io oggettivamente brancolo nel buio in quanto mi rendo conto che in realtà mi stanno facendo un favore scommettendo sulla ottima impressione che ho fatto.
Non ho un voto di laurea, non ho il master, loro cercano ingegneri e gli è capitato un bocconiano (ma questa è una fortuna per loro ;) ) quindi mi rendo conto che meglio di così è difficile strappare.
D’altrocanto potrebbero capitare altre offerte da aziende più blasonate come Engineering la quale però potrebbe essere meno incline a scommettere a causa delle sue maggiori dimensioni che le permettono di avere carne fresca in abbondanza… Offerte che potrebbero anche non arrivare, sapete, c’è crisi mi si dice…
Per la prima volta in vita mia sono DAVVERO indeciso e incapace di prendere da solo la decisione… Forse un dado potrebbe aiutare ma mi rendo conto come la sola idea sia totalmente idiota.

EDIT
Questo post è stato venerdì scorso e già solo in serata sono successe diverse cose…
…Intanto il discorso del lavorare gratis pare che cadrà in quanto mo ci si mette in mezzo la Bocconi e, male che vada, farò comunque lo stage completamente retribuito con l’obbligo però di redigere una tesina probabilmente sull’esperienza lavorativa… Speravo di potermi evitare sta fatica visto che sarà un lavoro molto impegnativo ma meglio così che perdere un 1000 euro così per la gloria.
Altra buona novità è che pare, a patto di laurearmi (cosa non più in discussione vista la mia attuale situazione), i miei mi aiuteranno nell’acquisto di una vettura, per ora non ho un budget ancora, a settembre probabilmente ritornerò sull’argomento.

Insomma per ora il futuro appare tutto sommato roseo, mercoledì salvo sconvolgimenti chiamerò per confermare con l’azienda e a settembre inizierò… Ci saranno abiti da comprare e, urgh, sarò vestito da salary man 4 giorni su 7 ma va bene lo stesso.

Oh, è uscito Wordpress 2.8…

Finalmente la polvere s’è posata

June 9th, 2009
  

La campagna elettorale per le elezioni europee finalmente s’è conclusa, il voto è stato fatto e i risultati sono stati scrutinati e, come sempre, nessuno ha perso.
Questo fatto è davvero divertente e, credo, caratteristico della politica italiana: tutti sono sempre soddisfatti, le loro aspettative vengono sempre confermate e, soprattutto, nessuno ha mai perso.
Credo che l’ultimo che ha ammesso la disfatta è stato il povero Bertinotti, ultime vestigia di un periodo politico in cui gli ideali avevano un peso, dopo le politiche e, prima di lui, la sinistra ai tempi dell’elezione di Mussolini a primo ministo.
Quello che però emerge dal risultato elettorale, secondo me, è un voto punitivo di un popolo che ne ha piene le palle del presente modo di fare politica.

Riassumiamo la campagna elettorale della destra:

Gli italiani sono con me, io sono invincibile e, mi consenta, la crisi è psicologica, non reale, spendete e il mondo si riaggiusterà ora, consentitemi, ma ho un paese da governare e queste elezioni sono fuffa tanto siamo i meglio fighi del bigonzo

Campagna elettorale versione Lega:

Ormai non possiamo più prendercela con i meridionali quindi sappiate che se al nord non serriamo le fila e spingiamo per il federalismo per creare il nostro piccolo paradiso nordico dove tutti saranno ricchi, belli e nordici, verremo invasi da marocchini, albanesi e rom che incendieranno le nostre case e stupreranno le nostre mogli quindi eleggeteci in modo da permetterci di passarli tutti a fal di spada perchè il nemico è alle porte e non basterà il Piave a respingerli (anche perchè vengono dal mare)… E poi è colpa loro se c’è la crisi.

Ora passiamo al PIDDI, supportato dai principali quotidiani internazionali che non hanno di meglio da fare che farsi i cazzi nostri (la politica spagnola dev’essere davvero noiosa):

Berlusconi è la peggior piaga che potesse capitare all’Italia, entrerà nelle nostre case e ruberà i nostri bambini per festini a fondo pedo-pornosatanico nella sua villa-bordello in Sardegna. La crisi non finirà mai e siamo tutti condannati a patire le pene dell’inferno.

Versione radicali:

BUHHHHHHHHHHHHHHHHHHH NESSUNO CI CAGA DI PEZZA, SIETE CATTIVI! CATTIVI! CATTIVI!

Questa non è una campagna elettorale, è un fottuto talkshow, degno di Uomini e Donne! Ci credo che poi gli unici veri vincitori sono Casini e Di Pietro!

Lasciamo poi perdere le discussioni sulle veline che sono state delle cagate pazzesche, sono contento che tre di quelle ragazze siano state elette, dopotutto erano tutte laureate, mo solo perchè sei figa l’unico motivo per cui ti propongono è per il tuo aspetto oppure perchè, siccome sei figa, hai fatto strada a pompe? Tristezza a palate, questo atteggiamento mostra una cronica avversione della nostra classe politica a tutto quello che anche solo somiglia un ricambio generazionale.

Inutile dire che il fato del centro sinistra e della sinistra in generale è segnato fintanto che incentreranno la loro campagna sulle lamentele anzichè sulle proposte, a me fa solo ridere vedere Franceschini fare i viaggi in treno con i pendolari perchè tanto poi smontato dal treno sale su una macchina non continua a pendolare a vita, è un populismo falso quanto i megaprogetti risolutivi e vincenti di Silvio.

Concludo questi pensieri sconclusionanti dicendo che mi fa ridere come la coscienza politica dell’Italia si risvegli solo in campagna elettorale come mostrato chiaramente da Facebook, ormai arma propagandistica in mano alla sinistra che non fa altro che rafforzare la mia tesi: se a destra ci sono poche idee pensate male a sinistra proprio non ce ne sono.

L’unica è sperare nella prossima generazione e in una classe dirigente (da ambo i lati) che non mi costringa a tapparmi il naso tutte le volte che crocio un simbolo sulla scheda elettorale.
E deo gratia finalmente i telegiornali sono tornati “ascoltabili”.

EDIT Alla fine di tutto io mi comprerò comunque l’iPhone 3G-S… Forse.

Stanno tornando

June 4th, 2009
  

23 Giugno 2009 è la data.
Black Clouds and Silver Linings è il titolo.
I Dream Theater sono tornati e il singolo promette bene, quel che dovete fare già lo sapete.

Váš prohlížeč nepodoporuje Flash stáhnětě jej.

L’Angolo del Videogiocatore – “Mass Effect”

May 28th, 2009
  

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Mass Effect è stato per me un classico caso di eccesso di hype: pensavo di trovarmi davanti l’espressione ultima del videogioco occidentale e, invece, mi sino trovato un gioco spettacolare, appassionante ma ricco di falle e problemi.

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FACCALDO

May 25th, 2009
  

Era dal 2004 che non sentivo un’afa del genere, e comunque nemmeno ancora si avvicina a quei livelli, MA siamo a Maggio cazzo! MAGGIO! Di questo passo a Luglio sarà impossibile uscire all’aperto dalle 12.00 alle 18.00!!!
Ormai il mio sonno è a puttane visto che ho caldo a dormire praticamente nudo e questo si riflette su una seria difficoltà a stare concentrato la mattina preferendo all’attenzione il cazzeggio via iTouch… Davvero, una rete wi-fi in aula è la cosa più deleteria che si potesse concepire.
Ma parliamo un attimo di piciate tecnologiche.
Recentemente, molto più del solito, sto sentendo la pressante necessità di aggiornare il mio dispositivo di connettività mobile (aka il cellulare); l’N70, devo dire, non è stato un ottimo acquisto in quanto è nato nel periodo in cui usciva la versione aggiornata del Symbian (non ricordo la versione) per cui già al tempo comprai un cellulare che iniziava la strada dell’obsolescenza.

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L’insostenibile pesantezza dell’essere (se stessi)

May 21st, 2009
  

Due post in due settimane… Preoccupante…
Non tanto per il fatto che queste pagine siano aggiornate sempre più raramente, ma perchè ogni qualvolta inizio a scrivere frequentemente è perchè, probabilmente, qualcosa non va o non sta andando esattamente come vorrei e, questo, è effettivamente uno di questi momenti.
Andiamo con ordine però.
Innanzitutto martedì ho fatto il mio primo, primissimo incontro di lavoro.
E’ una esperienza abbastanza straniante in quanto sei tenuto a parlare di te stesso davanti a persone che non ti conoscono minimamente e che sono (teoricamente) addestrate ad ascoltarti nel modo più imperscrutabile possibile: parlare con una statua rende ababstanza l’idea, solo che uno delle risorse umane batte le palpebre… ogni tanto.
La preparazione al colloquio mi ha portato via un intero weekend nel quale, sabato, sono stato scarrozzato in giro per dotarmi di tutti i perfetti ammenicoli del wannabe-businessman: completo, camicia (bandita dal mio guardaroba da qualcosa come dieci abbondanti anni), cravatta, scarpe eleganti (stranamente anche comode), cartella convertibile in tracolla porta-pc, penna stilosa ma non troppo perchè non siamo ancora amministratori delegati; la domenica, invece è stata dedicata ad apprendere la difficile arte dell’annodare la cravatta ma qui, fortunatamente, youtube ha fornito una preziosissima consulenza. Lo sapevate che esiste un determinato nodo per ogni tipologia di cravatta?

Ad ogni modo c’è gente che si spara corsi per affrontare i colloqui di lavoro… Io li ho sempre ritenuti delle cacate abissali, delle fucine di ipocrisia.
Non sono mai stato un leccaculo, non fingerò mai interesse in qualcosa che non me ne da e non esclamerò mai “LAVORARE IN GRUPPO E IL MASSIMO!” se sono circondato da minchioni… Tutte cose che invece questi corsi ti insegnano… Bella roba, se l’economia va dal culo è anche per una fondamentale mancanza di schiettezza a mio avviso… Oltre al fatto che la cravatta se portata troppo a lungo priva il cervello dell’ossigeno necessario a pensare creativamente, Steve Jobs docet.

Comunque, arrivo lì patendo i 30 gradi abbondanti perchè giustamente il primo colloquio della tua vita lo devi fare in un giorno dove la traspirazione della tua pelle è posta davanti alla prova più dura della sua vita e inizi ad invidiare la possibilità delle donne di essere eleganti indossando abiti che hanno lo spessore della carta velina, magari pure scollati in modo da aumentare la dissipazione del calore.
Tu invece indossi la giacca, la camicia e la cravatta che impedisce al calore di fluire naturalmente verso l’alto creando un terribile effetto sauna finlandese.
Entri in questo enorme edificio costruito palesemente durante il ventennio fascista, e inizi a benedire l’aria condizionata perchè in quel momento le donne iniziano a patire il freddo mentre tu sei in una situazione di assoluta stabilità termica.

L’ingresso da sconosciuto in una azienda, è un po’ come entrare in un carcere di massima sicurezza; se questa azienda è una banca, poi, è un po’ come entrare nelle stanze private del Papa.
Alla reception lasci il tuo documento di identità che viene registrato dall’addetto alla sicurezza e sostituito, durante l’intera tua permanenza, da un badge che contiene i tuoi dati e che quando strisci nei tornelli mostra inquietantemente il tuo nome e il tuo cognome.
Ad ogni modo ora siamo dentro, ci fanno accomodare in una sala d’aspetto piccola e arredata con poco gusto dove l’unico giornale disponibile è “L’Avvenire”… Dio che culo, è proprio il caso di dirlo.

Restiamo lì ad aspettare io, Alice (che guarda i gatti… no vabbeh ormai sta battuta è trita) e Donata.
Dopo circa dieci minuti in cui la mia paranoia inizia a farmi pensare che ci stanno già osservando, arriva una ragazza che ci porta verso gli uffici adibiti alla società di consulenza per la quale dovremo lavorare.
Per fare questo, attraversiamo la sala principale della banca che non sembra una banca, sembra una fottuta cattedrale costituita da una enorme sala che si eleva per svariate decine di metri e culmina con una cupola; nulla da dire, durante il ventennio sapevano intimorire con stile… architettonicamente parlando.

Arriviamo agli uffici che tutto hanno che la maestà della sala principale. E’ una piccola stanza open-space che contiene si e no un venticinque persone.
Le due esaminatrici ci fanno accomodare all’unico tavolo presente nella sala (il resto sono scrivanie personali) ma, prima di raggiungerci vengono intercettate da una che pare un capo.
Ha l’aspetto della tipica quarantenne sessualmente frustrata, di quelle che se glielo meni davanti ti prendono e non la smettono finchè non implori perdono e pietà per tutti i tuoi peccati tanto sono a corto di cazzo, sul serio stava davvero messa male tanto era nervosa.

Finito il colloquio con la pazza le due ci raggiungono con i nostri CV in mano e, siccome il mio è il primo decido di ostentare coraggio e di propormi per primo, tanto è un colloquio di gruppo che problema ci sarà…
Gli racconto dei miei trascorsi al liceo, all’uni, al master, perchè ho scelto sto master, cosa insegnano a sto master e blabla normale.
La conversazione prosegue tranquilla sul fatto se io voglia intraprendere un percorso strategico o tecnico (ma la strategia della tecnica non si può vacca ladra?) e poi rimbalza su Alice e Donata.
Tutto liscio.
Arriviamo alla fine e l’esaminatrice esclama “AH! NON HO CHIESTO LA PARTE PIU DIVERTENTE! GLI HOBBY!”

don don doooooooon

Il suono dell’inevitabile. Solo che ancora non lo sapevo.

Intanto mi chiede cos’è il modellismo statico… Cioè… Ma che minchia di domanda è? Secondo te perchè si dice statico? Perchè non si muove no? Vabbeh, spieghiamoglielo con calma senza menzionare bamboline poco vestite con specchi sulle basi che è meglio, la cara vecchia nave fungerà allo scopo.
A lei la cosa sembra piacere tant’è che loda la mia pazienza nel prodigarmi in questo hobby.
Effettivamente se sono un uomo dalla pazienza indistruttibile per quanto in realtà appaia incazzoso, è perchè sono cresciuto costruendo scatole di montaggio e nulla prova la pazienza come la costruzione di un kit di montaggio sia esso un Lego o un Gundam o un esercito di Alti Elfi. Nulla. Punto.
Ma ora arriva la nota dolente: “cos’è questo… T…” “Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu” “eh si, cos’è?”
Ora, una persona sgamata liquidava la cosa con l’appellativo “scherma giapponese” e magari ci faceva una buona figura.
No. Io no. Io le cose le devo spiegare, sempre.
“E’ un’arte marziale giapponese, considerata la più antica arte marziale giapponese tant’è che in patria è ritenuta tesoro nazionale. Sostanzialmente si tratta di tecniche di combattimento con svariate armi da taglio”.

don don dooooooooooon.

La tipa tra il divertito e l’inquietato esclama “OMMIODDIO E PERCHE DOVREMMO ASSUMERTI?! POI CI UCCIDI?” o qualcosa del genere.
Ora.
Io ho subito sdrammatizzato ma, davvero, era necessaria una reazione del genere?
Capisco di non avere sto sviluppatissimo senso dell’umorismo e quindi magari la sua era una reazione assolutamente divertita ma il solo fatto che pratichi un’arte marziale del genere mi deve bollare come maniaco omicida?
Forse se aspettava un’attimo io gli descrivevo anche cosa facciamo negli allenamenti e si capiva che non ci amputiamo reciprocamente arti anche perchè, a questo punto, io non sarei più in vita da molto.
Oggi Silvia, mia dichiarata nemesi del master, mi dice che secondo lei le arti marziali non dovrebbero nemmeno essere menzionati, meglio dire che fai calcetto due volte la settimana con gli amici.
Perchè?
Perchè è uno sport di squadra.
ABBELLA DE NOTTE!!!!
Ma tu lo sai com’è la vita in un dojo? Hai idea dello spirito di squadra e di appartenenza che permea un dojo? Hai idea del fatto che siccome ti alleni con un bastone di legno che può tranquillamente sfondarti la testa ti devi fidare ciecamente (ma non troppo) di quello con cui ti alleni e lui lo stesso?

Fondamento della sbroccata: quanto paga essere se stessi in queste situazioni? La risposta non ce l’ho, probabilmente la troverò al decimo colloquio anche se personalmente preferirei farne MOLTI di meno; quello che so è che trovo riprovevole dover nascondere a una persona che mi chiede i miei hobby e le mie passioni delle cose per risultare socialmente accettabile.
Quanto meno, visto che hai posto la domanda magari fammi finire di spiegare per bene prima di fare gridolini inorriditi.
Entro la prossima settimana avremo i risultati del colloquio, qual’ora non venga preso per questo stage, alla prossima opportunità cercherò di spiegare meglio in cosa consiste la pratica del Katori… Che comunque rimarrà fieramente all’interno del paragrafo degli hobby del mio CV perchè ritengo che essere fedeli a se stessi è la cosa più importante di questo mondo e svilirsi per risultare socialmente accettabili (ma cosa vuol dire poi?) significa tradire i propri ideali senza riceve modete d’argento in cambio.

La storia siamo noi

May 18th, 2009
  

Ultimamente, diciamo negli ultimi tre anni, sento nella mia generazione una certa sensazione di schifo nel riconoscersi italiani e una voglia di fuggire dall’Italia verso nazioni più “illuminate” che gli garantiranno vite meravigliose e libertà d’espressione a go-go.
Come molti di voi sanno a me ste considerazioni fanno profondamente incazzare perchè chi scappa è un vigliacco che, da bravo italiano (e qua c’è sicuramente da fare una profonda autocritica a livello nazionale) non sa far altro che indignarsi, impegnarsi e poi gettare la spugna con gran diginità come direbbe, con un po’ di parafrasi, de Andrè.
Siccome inoltre è tornata di moda il dibattito sul ventennio fascista, su chi aveva ragione e chi aveva torto all’epoca and such, mi si da l’occasione (in verità il trigger è stato un altro ma vabbeh) di usare un evento storico del secondo conflitto mondiale come metafora per quello che voglio dire.

Il racconto sarà un po’ lungo e le considerazioni potrebbero rivelarsi demagogiche quindi siete avvertiti, avanzate a vostro rischio e pericolo.

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Sta arrivando~ *_*

May 10th, 2009
  

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L’ho bramata per mesi e FINALMENTE mi è stata concessa grazie a un’oculata manovra borsistica terminata inaspettatamente (e i fatti mi coseranno, Fiat non era da vendere ora).

VAFFANCULO LURIDA SEDIA DA REGISTA

BENVENUTO TRONO DEL COMANDO!

Ora mi serve solo un gatto e sono pronto per avviare i miei piani di dominio globale.

della vita, l’universo e tutto quanto

April 26th, 2009
  

pipa… check

sottofondo musicale… check

Ok, siamo pronti per una bella bloggata come di quelle che non si leggevano da un po’.
Mi rendo conto che è passato davvero tanto dall’ultima bloggata sensata essendo le ultime più che altro sfoghi per scaricare la tensione…
Dove eravamo rimasti?
Ah si, eravamo rimasti che la laurea è slittata a settembre, data assolutamente inamovibile per una contemporanea e felice conclusione del master, tradotto: agosto non esiste, sigh, l’ultima estate che potevo passare da fancazzaro sputtanata così è una cosa che mi fa davvero rabbia ma ormai non ci si può far niente quindi mi sto preparando a una estate fatta essenzialmente di videogioco e studio alternati tra la mattina e il pomeriggio e non sarebbe male inserire anche un’ora di Wii Fit visto che tanto è l’unica ginnastica che avrò mai voglia di fare, certo, la tentazione di partecipare con gli altri alla sortita sarda è forte ma per il momento ci sono ancora troppi fattori d’incertezza davanti a me non ultimo la possibilità di essere coinvolto già da luglio nello stage lavorativo del master, tradotto: poco tempo per studiare ma almeno iniziamo a incamerare sordi, che, ultimamente, escono sempre con maggiore facilità sebbene abbia cuttato con violenza l’acquisto di AF e modellini con buona pace del mio esercito di Alti Elfi che ancora non ha una prima linea decente.
Dove vanno a finire dunque i soldi? Semplice… In cibo.
Srsly.
Cibo.
Purtroppo gli orari del master fino a ora mi hanno costretto a mangiare fuori sempre a pranzo (come già scritto addietro) e altre volte lo scazzo e la stanchezza alle 20.00 è tale che anzichè far la spesa si va per apertivi o in qualche pizzeria, solo la scorsa settimana mi sono usciti 50 euro di pasti fuori… Uff…
Problemi finanziari a parte il master sta procedendo liscio come l’olio, con esami scanditi da un mese e mezzo due scarsi di corso che generalmente sfociano in un bel lavorozzo di gruppo, sembra quasi di essere tornati al liceo per ritmi e clima della classe e questa è una bella panacea visti gli orari che facciamo, è davvero bello avere un gruppo nel quale supportarsi vicendevolmente dopo cinque anni di semi-anonimato intervallato da fugaci conoscenze che poi si perdono nel limbo finito l’esame di turno.
Giusto la scorsa settimana la dimostrazione di quanto dico: finito l’esame di Project Management ci troviamo io e altri cinque prodi in cortile e ci guardiamo in faccia… Nessuno sapeva un cazzo per l’esame di ERP dell’indomani per il quale il professore aveva fatto un terrorismo psicologico pazzesco. Sono le 16.00 circa.
Decidiamo quindi di ricorrere alla definizione di gruppo come riportata nei manuali di organizzazione “collettivo di persone e competenze in grado di produrre un risultato qualitativamente maggiore alla sommatoria delle singole competenze” non c’è proprio scritto così ma fidatevi che il senso è questo.
Insomma, takeoveriamo un box al primo piano e, stipati in modo ridicolo (leggendario Rubix a mo di cesare sul triclivio) iniziamo a sviscerare le 40 pagine di casi aziendali in inglese cimentandoci in traduzioni dal vivo “por quien no habla”… Tempo che arriviamo al fondo del primo caso si fanno le 18.30, esausti, dichiariamo la pausa caffè. Tragico errore. Restiamo un’ora a cazzeggiare. Alle 19.30 ci rendiamo conto che davanti abbiamo ancora un caso da sviscerare e qualcosa come oltre 200 slide quantomeno da leggere.
Favia dichiara l’adunata a casa sua dove ci suddividiamo i ruoli secondo una precisa logica divisionale, qua bisogna ottimizzare i tempi.
Tre sotto gruppi vengono formati per stare dietro al caso e alle slide dopodichè ognuno avrebbe esposto agli altri i contenuti, nel frattempo ordiniamo le pizze… e la birra. 5 litri dovrebbero bastare di cui uno opzionato dal sommo pappone Daniel-san.
Dopo mezz’ora di lavori ecco arrivare le pizze che vengono consumate frugalmente assieme ai primi mezzi litri di birra.
Nell’ora che segue io finisco il mio caso e mi metto dietro quelli che si erano messi al lavoro sulle 200 e rotte slide quantomeno per avere un’infarinatura teorica più approfondita di quella datami dal corso di Sistemi Informativi Aziendali.
Ridendo e scherzando l’ora inizia a farsi tarda e la salute mentale a scendere un pericoloso declivio.
From-Disco Todisco fallisce un test di disciplina ed entra in panico iniziando a farsi da solo le slide prendendo appunti con la costanza di un maratoneta senza però, a suo dire, capirci un cazzo.
Il gruppo del caso da forfait andandosene e lasciandoci in brache di tela, meno male che quel caso me l’ero letto per i cazzi miei e si portano via,ormai esausto, Claudio il maratoneta.
Rimaniamo io, il padrone di casa, Alice (che guarda i gatti e i gatti guardano Alice), Enrico e Daniel-san.
Io capisco che per risollevare le sorti della situazione è indispensabile fare una cosa: preparare caffè, tanto caffè.
MA LA MOKA NON FUNZIONA! Fortunatamente troviamo una moka di ripiego… Secondo Alice il mio caffè fa schifo, secondo Daniel è squisito e secondo Favia è bevibile… Chi avrà ragione? Nessuno lo può dire soprattutto perchè ormai è l’una passata.
Io inizio a farmi i conti delle ore di sonno che mi separano dall’esame che inizia alle 8.30.
Alle 3.00 circa l’igiene mentale crolla definitivamente: io guardo Daniele e scoppio a ridere incontrollatamente per 20 secondi.
Enrico, soffocato dal fumo di sigaretta inizia a tossire convulsamente e, in preda al singhiozzo, va in bagno.
Qualche secondo dopo sentiamo un brutto rumore.
Cala il silenzio.
“Si sarà sentito male?” chiede Alice dopo 30 secondi abbondanti.
Silenzio.
“Vado a controllare” dice Daniel-san dopo altri 20 secondi.
Fortunatamente Enrico aveva solo urtato un cesto della biancheria… Ma non ti preoccupare Enrì, ti vogliamo bene comunque.
Completiamo le slide alle 04.00.
Io mi avvio verso casa a piedi il più velocemente possibile in modo da dormire quanto più mi è consentito e mi infilo nel letto alle 04.18.
La sveglia suona alle 07.45.
In preda al devasto più totale arrivo in aula dove, gradualmente arrivano gli altri cadaveri.
Chi più chi meno aveva ricorso al nostro stesso stratagemma e l’intera classe era in una sottospecie di stato catatonico.
L’esame del professor Pigni lo finisco in un’ora e tre quarti e non mi ricordo che cacchio ci ho scritto sopra.
L’esame della professorerra Francalanci (crocette benedette crocette) lo liquido in 15 minuti di turbodisprezzo e oversdegno e mi trascino in cortile dove mi siedo e mi accendo finalmente la pipa.
Dopo 20 minuti vengo raggiunto gradualmente dagli altri che finiscono… Sembra che più o meno a tutti sia andata bene, speriamo che i fatti ci cosino come si dice.
Terminata una testimonianza di una azienda di servizi IT messa a tradimento dal professor Morabito subito dopo l’esame ci trasciniamo in enoteca dove facciamo una bellissima tavolata di 15 persone e lì, davvero, capisco che per arrivare fino a quel momento, è davvero valsa la pena di tutto lo sbattimento.
Ragazzi, è un peccato che non vediate queste pagine ma sappiate che davvero è un onore avervi come compagni di classe.

E ORA PUBBLICITA

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