Un piccolo passo per un uomo…
…Ma un grosso traguardo per l’umanità.
Il pacco è stato intercettato sto pomeriggio in dogana dopo un martellamento telefonico durato tutta la mattinata ed è stato rimesso in consegna presso Settimo Torinese.
Venerdì chiamo quelli di Settimo e glielo faccio consegnare.
Da questa esperienza ho imparato una cosa: un vaffanculo ben piazzato vale più di mille parole.
PS Ho passato Programmazione e Controllo, ringrazio il professore per l’immensa clemenza dimostratami in fase di correzione, la sua gentilezza non andrà sprecata. MENO 8!
Doveva essere un post ironico
E invece non lo sarà perchè non sono mai stato trattato così male e non mi sono mai dovuto in vita mia incazzare così tanto con una persona perchè faccia il SUO lavoro quindi anzichè raccontare con la mia solita verve ironica e bonaria gli accadimenti di questa mattinata mi limito a copiare il racconto che ho fatto via gTalk a Zitta poco fa
l’11 mi arriva un pacco dagli USAovviamente i miei non si fanno trovareallora io chiamo e gli dico “portatelo in ufficio a mio padre”e questi “siiiiiii”passa una settimananon arrivaio chiamo di nuovo“glielo mettiamo in consegna!”passano giornidi nuovo nullachiamo di nuovo “glielo mettiamo in consegna!”di nuovo nullamentre vado a Napoli chiamo“ah ma non è mai stato svincolato e ora rischia di essere rispedito indietro!”mi tengono 30 minuti al telefono per rifare idati di spedizioneancora nullatorno da Napoli e il tracking dice “rispedito al mittente”m’incazzorichiamola pratica è ancora il avorazioneil giorno dopo richiamo più incazzato di prima“è stato rispedito oggi vada a sporgere reclamo”mando affanculovado a sporgere reclamoquesti mi dicono di chiamare SDASDA mi dice di parlare con l’ufficio postalel’ufficio postale si incazza con SDAma di più non può faresecondo SDA tra l’altro mi hanno pure provato a chiamaree hanno fatto TUTTE le consegnechiamo Settimo Torinesehanno fatt solo 2 consegnee non hanno avuto altre notizie da mevado di nuovo in ufficio e gli dico “sentite, chiamate l’hub di Milano e bloccate sto cazzo di pacco”questi mi dicono che non hanno il numero di chiamare il call centeril call center non è in grado di contattare l0′hubmi mandano all’uficio centralearrivo all’ufficio centralevengo rimbalzato a tre sportelli diversi per poi sentirmi dire “parli con il responsabile a un altro sportello”questa qua è una nana terrona della peggior speciegli spiego la cosa molto irritato e ha l’ardire di rispondermi “e io che ci faccio?”io replico “come che ci fa? chiami l’hub!”questa inizia a incazzarsiquindi non mi resta scelta di incazzarmi più di lei e urlo “MA E QUESTO IL MODO DI TRATTARE LE PERSONE CAZZO?”ho catalizzato l’attenzione di tutto l’ufficio postaleallora questa si incazza e mi fa dare i datichiama Settimochiama il gatewaymi fa aspettare 20 minuti poi mi dice“poteva risparmiarsi le volgarità e venire qui, bastava chiamare il call center”io ho dovuto trattenermi dal prenderla a pugni in faccia perchè la maleducata è stata lei per primaa quel punto mi spiega che le consegne le hanno fatte tutteio le dico che sono balleper lei sono io il bugiardo non SDAcomunque mi da il numero dell’hube di chiamarli sto pomeriggio o domani per PROVARE a bloccare il pacco dal tornare negli USAfine.ora sto meditando di fare reclamo per la maleducazione di questa quache lei dice che non può essere il capro espiatorio di Milanoma porca troia sei la responsabile dell’ufficio centraleRESPONSABILERESPONSABILITAsai che cazo vuol dire?
Memo.
Il fondo ammortamenti viene alimentato in avere e scaricato in dare in quanto è una voce di capitale sociale. =____=
Last but don’t least gli ammortamenti industriali non vengono conteggiati in conto economico in quanto già compresi nel costo del venduto mentre gli ammortamenti amministrativi vengono inseriti come voce di conto economico dopo il margine operativo lordo.
Fare questi errori dopo cinque anni mi lascia decisamente amareggiato =_= confido nella clemenza del correttore =_=
Fuori uno, avanti altri nove
La giornata di oggi s’è svolta più o meno come da programma, a parte un inaspettato esercizio sottoposto a me e a Roberto, mio compagno di disavventure per quest’anno, prima dell’esame orale che, visto come entrambi l’abbiamo svolto credo proprio non abbia inciso in nessun modo sul voto finale soprattutto vista la cura con cui la professoressa l’ha corretto… Sicuramente è rimasta stupita dal mio bellissimo conto economico riclassificato per margine di contribuzione e non ha fatto caso a tutte le altre oscenità…
…Alla fin fine il voto finale è stato un 27 dopo un orale che ritengo non particolarmente brillante ma come sempre faccio fatica a tenere a mente tutti i dettagli di qualsiasi cosa per un periodo di tempo maggiore di 10 minuti, e poi mi impappino nei discorsi, boh vabbeh quel che è fatto è fatto, il 30 del Business Plan e i tre punti secchi delle esercitazioni hanno fatto il loro lavoro come ammortizzatore e un 22 di orale ha condito il tutto. Sono soddisfatto. Tra due giorni c’è Scienza delle Finanze… E’ paradossale studiare un sistema fiscale che tanto sicuramente l’hanno prossimo cambierà (almeno sotto l’aspetto aziendale) ma tant’è… Ci tocca.
E tra quattro giorni Programmazione e Controllo, l’unico esame che non posso permettermi di non passare… Sarà una settimana molto lunga, ma che per lo meno è iniziata bene.

Questo non c’entra nulla ma sulla via del ritorno dall’ISEA (Istituto di Strategia e Economia Aziendale dove ho fatto l’esame), siccome era una bella giornata ho deciso di evitare di prendere mezzi puzzolenti e deprimenti e me la sono fatta a piedi attraverso Parco Ravizza, che butta proprio davanti all’edificio storico della Bocconi e oggi, dopo cinque anni… HO NOTATO CHE CI SONO DEI TERRAZZI!!!! NON LI AVEVO MAI VISTI EPPURE CI SONO!!!!
Menzione speciale al vecchietto che passava di lì e ha pure guardato in camera, notevole anche il fatto che mi sono accorto di lui solo ora che ho uppato la foto.
Ma io per cosa pago?
Ieri è arrivato il solito avviso di destinatario assente per un pacco che aspetto (Tsuruya maid della Max Factory *_*)… evidentemente l’omino di SDA non ha ancora capito che alle 11.30 casa mia è deserta sempre.
Con l’aplomb di uno che ormai ai call center delle poste italiane lo conoscono per nome, telefono al simpatico operatore, questa volta un certo Elio, per conoscere il destino di Tsuruya.
“Ho notato sul sito che oggi avete tentato una nuova consegna ma io ero in casa tutto il giorno e non è passato nessuno”
“No oggi hanno solo confermato lo stato di destinatario assente”
“Ah” (ce n’era bisogno?) “siccome a quell’ora non c’è mai nessuno in casa è possibile lasciare una fascia oraria per la consegna?”
“No non è possibile”
“capisco ma in casa mia a quell’ora non c’è mai nessuno”
*silenzio*
“hmhmhmhmhmhm beh dunque mi dica come si può fare?”
“Beh conti che il giro è sempre uguale quindi più o meno passeranno di nuovo a quell’ora”
“Capisco ma in casa a quell’ora non c’è nessuno”
*silenzio*
*sospiro* “Vabbeh in qualche modo mi arrangio… Ah aspetti, il deposito è già chiuso a quest’ora vero?”
“Come orario di apertura mi danno solo dal lunedì al venerdì”
“capisco… Una volta era aperto anche al sabato…”
*silenzio*
“vabbeh me la cavo in qualche modo, arrivederci”
“arrivederci”
Ora, la questione è: se non è più possibile programmare un orario di consegna, se non è più possibile recarsi al deposito nel weekend (visto che comunque generalmente sono aperti solo la mattina e la gente, generalmente, la mattina dei giorni feriali lavora)… Io, per quale motivo pago delle spese di spedizione? Qualcuno me lo spieghi, perchè me lo sto davvero chiedendo, che senso ha pagare per un servizio che in realtà non esiste? Tanto vale a questo punto dirmi di venire a ritirarlo in ufficio postale, così almeno quando uno ha 30 minuti liberi va a ritirarlo all’ufficio postale della sua città anzichè dover guidare 30 MINUTI pagando pure l’autostrada per andare a Settimo Torinese al deposito, aspettare altri 30 minuti e ritirare il pacco.
Ora credo che lo farò dirottare presso l’ufficio di mio padre, però mi chiedo chi non ha l’ufficio del padre da usare come faccia… Perlomeno qualsiasi altro corriere almeno una fascia oraria di due ore è specificabile… Boh… Vi lascio con una immagine di Tsuruya che vi tira su il morale, io per altre due settimane non potrò vederla ;_;
Are you ready for the pain?
Ci siamo, tra 6 giorni iniziano gli esami, una scaletta molto serrata che si concluderà il 23 e sarà seguita da una meritata e si spera distensiva vacanza in terra napoletana… Vediamo il punto della situazione
- 15/04 Business Planning – si dovrebbe passare a mani basse, oggi inizia l’ultimo ripasso
- 18/04 Scienza delle Finanze – mi ricordo il 40% del programma, il resto è sepolto nei meandri della memoria, riuscirò a compiere il miracolo in 48 ore? Difficile ma non impossibile
- 21/04 Programmazione e Controllo – passarlo è un imperativo categorico ma è un esame noto per essere difficile quanto imprevedibile e bastardissimo in sede di correzione, in preparazione da due settimane e più ancora non posso dire di aver acquisito un livello di preparazione sufficiente… Ma lo studio continua.
- 23/04 Matematica Finanziaria – paradossalmente è quello che mi preoccupa di meno, sebbene non sia mai riuscito a prendere più di 6/10 a questo parziale nemmeno quando seguivo tutte le lezioni, posso dire di avere un buon livello di preparazione che verrà completato con la maxi esercitazione collettiva in classe da due ore e mezza di venerdì… L’eserciziario lo conosco a memoria ma tutto fa brodo…
Si può tranquillamente riconoscere Gara sotto esame in base all’impennata che subisce il suo consumo personale di caffè (da 0 ml al giorno a 2 tazzine) e al fatto che viene colto da una terrificante apatia che lo porta a girare a ciclo continuo gli stessi siti mentre guarda nervosamente l’orologio e dice “tra 5 minuti riprendo a studiare” oppure “dovrei fare la spesa”.
La cosa positiva della nuova casa è che il clima da casa di studenti permea ogni muro e quindi ci si sente trascinati nel vedere Salvatore chino sui libri alle 10 di mattina o Filippo che ritorna a casa devastato da una giornata in biblioteca dicendo che non ha capito una mazza di Statistica, però boh, continua ad aleggiare dentro di me una fondamentale mancanza di fiducia nella mia preparazione accademica che mi porta sempre a dire “dipende come preparano l’esame” e questo è una grossa fonte di frustrazione soprattutto visto che mi sono autoimposto di laurearmi assolutamente a settembre e tornare in Giappone… Eppure… Boh a volte non lo sento come un incentivo, ma se non mi incentiva una cosa del genere che cavolo dovrebbe incentivarmi? Bah… Come dicevano gli Articolo 31 tanto tanto tempo fa oh mamma mi ci vuol la fidanzata, una che mi faccia mettere la testa a posto… Poi penso a gente che passa le serate a montare cucine altrui e i weekend all’Ikea e ci ripenso.
Eppure…
L’Angolo dell’Otaku – Byousoku 5cm

Byousoku 5 cm (cinque centimetri al secondo, per chi ha avuto pensieri maliziosi vedendo tirate in ballo unità di misura), la velocità a cui si dice cada un petalo di ciliegio.
Ha dell’ironico che mi sia trovato davanti a questa cosa mentre oggi rubavo di corsa una fotografia ai ciliegi in fiore fuori dall’uni mentre un mio amico mi diceva “ma non fare il giapponese”… Ma torniamo all’oggetto dell’articolo.
Byousoku 5cm è un progetto basato su tre episodi realizzati da Makoto Shinkai, considerato in Giappone l’erede spirituale di Miyazaki in persona, incentrato su tre episodi della vita di Takaki Tohno, un ragazzo le cui circostanze della vita lo separano da piccolo dal suo primo amore al quale si aggrappa con tutte le sue forze durante tutta la sua vita fino all’età adulta sebbene il tempo e le circostanze li separino sempre di più l’uno dall’altra fino a che, nell’ultimo episodio… No, davvero non potrei dirvelo.
Per un’ora e poco più Byousoku 5cm riesce a tenervi incollati allo schermo con i suoi personaggi, i suoi splendidi fondali che tolgono il fiato e la vicenda che ti porta a implorare per un lieto fine… Almeno io ho fatto così da inguaribile romantico quale sono.
Dopo Hoshi no Koe (del quale ho appena scoperto esiste il DVD edito da d/visual e che da domani sarà al primo posto della mia lista di caccia), Makoto Shinkai regala al mondo un’altra piccola perla dell’animazione sia dal punto di vista tecnico che registico davanti alla quale è impossibile non commuoversi e la cui visione è calorosamente consigliata a tutti, soprattutto a noi, persone costantemente separate nella reatà (eppure contemporaneamente vicine, e forse è questa la cosa che a volte fa più male) dalle persone alle quali vogliamo più bene.
Vi lascio con il singolo dei titoli di coda, “One More Time One More Chance” di Masayoshi Yamazaki.
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Chissà se anche i petali dei ciliegi della Bocconi cadono a una velocità di cinque centimetri al secondo…