Gakui wo Nerae!
- 28/10/2008 Diritto Commerciale
- 29/10/2008 Matematica Finanziaria
- 31/10/2008 Contabilità e Bilancio 2
- 04/11/2008 Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari
- 07/11/2008 Statistica
Ed entro il 6 Novembre devo consegnare la tesi.
Se ce la faccio si va a puttane di lusso. Pago io.
Bilancio del weekend
Un array RAID rotto
5 anni di musica persi
La scheda audio che ha deciso di entrare in sciopero.
Ho bisogno di un PC nuovo e di una vacanza da questa vita.
L’Angolo dell’Otaku – “Wanted”
Lo so che la categoria è tutto fuorchè appropriata ma non avevo voglia di creare anche una categoria per i comics, di conseguenza accorpo tutto qua dentro e se non vi va bene, come dice il sempre culo Pomatto… Sfiga.

Wanted è il parto della mente di Mark Millar (The Authority, Ultimate X-Men) e della mano di J.G. Jones, un affresco dissacrante, strafottente e carico di disprezzo del fumetto supereroistico.
Wanted nasce nelle sinapsi di Millar durante la sua infanzia (posto che questo aneddoto sia vero e non solo un racconto per far figo) quando, l’ingenuo ragazzo scozzese, davanti a una immagine di Superman, si pose un fondamentale interrogativo: “ma se ci sono i supereroi, perchè al mondo succedono così tante cose brutte?”. Il fratello maggiore, in un eccesso di lollosa ironia gli rispose “perchè c’è stata una grande guerra contro i cattivi e i supereroi hanno perso”.
Ebbene questo è il presupposto sul quale inizia Wanted: i supereroi sono morti e se non sono morti sono ora degli sfigati nonni in sedia a rotelle con la schiena spezzata o sconfitti da un… preservativo radioattivo, nessuno però si ricorda di loro perchè i cattivi di tutto il multiverso, alleati, hanno riprogrammato la realtà cancellandone il ricordo dalle menti dei comuni mortali.
Questo è il presupposto di una delle opere più politicaly incorrect che il sottoscritto abbia letto dai tempi di Preacher.
Il protagonista, per chi non ha visto l’indegno, osceno ma incredibilmente tabbozzo adattamento cinematrografico, è Wesley Gibson, l’epitome dello sfigato: intrappolato in un lavoro senza uscita dove viene quotidianamente vessato dalla sua superiore (di colore), ipocondriaco e cornificato dal suo migliore amico, incapace di ribellarsi alle tonnellate di letame che gli vengono rovesciate addosso quotidianamente.
La sua routine viene spezzata quando una donna entra nel bar in cui sta pranzando e gli ordina di venire con lei dopo aver ucciso indiscriminatamente gli avventori del locale.
Questo momento segna l’entrata di Wesley nel mondo della Fratellanza, la summenzionata unione dei supercattivi di tutte le dimensioni, poichè egli è il figlio di Killer, il migliore sicario del mondo, dotato di un superpotere semplice quanto terribile: quello di uccidere la gente… Aggiungo in modi dannatamente tamarri.
Il resto ve lo scoprite voi perchè Wanted è uno di quei fumetti da tenere in libreria con il suo disprezzo indiscriminato verso tutto e tutti, fumetti e lettori di fumetti compresi (non ero mai stato insultato da una didascalia) e se chiuso l’albo, vi venisse mai la malata idea di indossare una tuta da volo nera, prendere due pistole e iniziare a sparare sui passanti, non fatelo, non siete Killer, morireste in modo triste esauriti i colpi.
Scorpion strike back!
E finalmente gli Scorpion escono dal letargo! Dopo qualcosa come due anni passati ad ammazzarsi di 24 ore bagnate dove il nemico passava più tempo al caldo in tenda che a strisciare verso gli obiettivi da conquistare, si è tornati alle origini, al vecchio combat ignorante ma nemmeno tanto, grazie all’organizzazione dei White Tigers che sono riusciti a mettere le mani su un complesso urbano vastissimo e bellissimo.
Le regole del gioco erano diverse dal solito: una volta all’interno degli edifici si doveva ricorrere solo alle pistole, cosa che ci ha costretto a ricorrere ad espedienti di fortuna come le pistole a molla, poco male, tanto si va per divertirsi, dopo un anno e mezzo a riposo chi si aspetta delle performance da questo gruppo di otto scalcagnati rimessi in piedi nel giro di tre giorni dal presidentissimo Gianni?
Primo obiettivo: assalto a una casa circondata da un bel prato, un invito a nozze per ogni cecchino, non ci resta che caricare a testa bassa, coltello tra i denti.
In sette si allargano lungo il perimetro della casa tentando l’assalto mentre io mi assesto nelle retrovia per tenere d’occhio i balconi, puntualmente un cecchino si affaccia su un terrazzo ma non ha il tempo di decidere nulla che viene abbattuto da una veloce scarica del mio M4 ritornato in azione dopo mesi e mesi di riposo forzato.
Si tenta un’entrata ma la difesa interna ne secca quattro, rimaniamo in tre e tentiamo di entrare ma con le pistole a molla fai veramente poco o nulla e periamo sotto il fuoco nemico trincerato.
Siccome c’è tempo l’arbitro ci permette di ripetere l’obiettivo che viene preso grazie a una perfetta manovra a tenaglia, saremo arrugginiti ma il cuore c’è ancora.
Secondo obiettivo: spiazzo.
Veniamo colti di sorpresa a causa di un ingresso strettissimo che non ci permette di capire la reale vastità dello spiazzo, io provo a ripetere il gesto di prima mentre gli altri avanzano ma invano, tre cadono sotto i colpi di un cecchino sui tetti, un altro su una impalcatura fa secco me, Iceman prova ad avanzare ma commette la nubbata di finire in faccia al cecchino che lo elimina senza pietà, si cerca di aggirare la posizione invano, rimane da solo Beppe che rimane in stallo fino allo scadere del tempo, obiettivo fallito. Shit happens.
Terzo obiettivo: il sotterraneo, in una parola spettacolo puro.
Entriamo in un grosso spazio con le armi spianate prendendo riparo dietro le colonne in cemento ma del nemico nemmeno l’ombra. Ci avviciniamo alle scale, buie come la pece ma uno spiraglio in alto mi permette di fare da lampione per l’avanguardia che può scendere così senza usare le torcie e dare troppi segnali al nemico il quale, però, ancora manca, arriviamo davanti a una porta di ferro spessa e arrugginita, il sotterraneo trasuda vecchio, sembra uno stage di Resident Evil.
Ripper apre piano la porta che scricchiola a causa della ruggine, dentro il buio più totale.
Gianni da l’ordine di irruzione e noi entriamo di nuovo con i fucili spianati, il nemico commette l’imprudenza di accendere una luce e in risposta 8 lampade si accendono riversando pallini su di lui, lo scotto da pagare è dare la nostra posizione agli altri due che aprono il fuoco eliminando me e Marchino, Gianni da l’ordine di spegnere le luci e, come ombre nella notte, il resto della pattuglia sparisce iniziando ad avanzare silenziosamente nell’enorme sotterraneo.
Verso l’uscita il nemico cerca ancora di aprire il fuoco invano e viene neutralizzato.
Quarto obiettivo: il laboratorio, da fare tutto con pistole, niente da fare, il nemico è troppo ben barricato e ci fa fuori quasi tutti, fortunatamente troviamo la chiave in tempo per uscircene da lì
Quinto obiettivo: altro spiazzo, con copertoni di gomma come riparo.
Usciamo sotto il fuoco nemico cercando di saturare la zona di pallini ma niente, anche qua nulla possiamo contro una Minimi e due fucili, più i cecchini sui tetti, io vengo seccato teatralmente mentre avanzo.
Sesto e ultimo obiettivo: l’eliporto.
Ripper e Gianni vanno in avanscoperta mentre il resto rimane a copertura, riescono a tirare giù un cecchino appostato ma il problema sono sempre quelli sui tetti, però ormai siamo in prossimità dell’obiettivo finale, si cerca il rush che fallisce a causa di un cecchino ben mimetizzato nell’erba alta, io muoio con un colpo nella schiena infamissimo sparato dai tetti.
Rimane vivo solo Vincent che, vero one man army, prima si pappa i cecchini sui tetti poi striscia fino all’eliporto conquistandolo.
Saremo arrugginiti, ci mancherà coordinazione, ma ci siamo divertiti un casino e questo fa, dopo le tante deludenti giocate “tattiche” sotto la pioggia. Che dire, è stata una domenica davvero divertente e degna di nota, di quelle che mancavano davvero, speriamo si possa continuare su questa strada per molto e che gli Scorpion escano definitivamente dal torpore che li ha tenuti sottoterra per troppo tempo!
E comunque la Multicam sulla San Marco ci sta proprio bene…
13/09/08
Inizia lo svecchiamento della camera da letto di Pavone.
Sono emersi reperti archeologici di cui iniziavo addirittura a dubitare l’esistenza, tracce di civiltà ormai perdute, un manuale per la sintesi della pietra filosofale e un casino di vecchie foto.
E’ interessante notare come persone che si professavano super-duper-uber-wuber-amiche si siano eclissate nelle nebbie del tempo o ci si sia mandati reciprocamente affanculo poco tempo dopo.
Come dire… C’est la vie, e tutto in una camera da letto. Lulz.
Domani giocata softairistica in quel di Loranzè, con gli Scorpion in attacco per la prima volta dopo tre anni e per la prima volta dopo quattro in un contesto urbano… Faremo una figura barbinissima ma sento che ci divertiremo, spero i difensori sparino basso.
Quando tutte le Grandi Opere saranno completate posterò le immagini di camera mia prima e dopo la ristrutturazione (se non le ho già buttate via le foto che ho fatto due settimane fa) se tutto andrà come deve andare ci sarà da rimanere piacevolmente sorpresi
Face the facts, the future is black
Il mio umore, recentemente, è come il cielo di Milano: grigio.
Grigio, ci tengo a sottolineare, non nero.
Il mio ritorno a Milano è stato accompagnato da una serie di impegni concatenati che ha riempito tutta la settimana e mezza di permanenza
