della vita, l’universo e tutto quanto
pipa… check
sottofondo musicale… check
Ok, siamo pronti per una bella bloggata come di quelle che non si leggevano da un po’.
Mi rendo conto che è passato davvero tanto dall’ultima bloggata sensata essendo le ultime più che altro sfoghi per scaricare la tensione…
Dove eravamo rimasti?
Ah si, eravamo rimasti che la laurea è slittata a settembre, data assolutamente inamovibile per una contemporanea e felice conclusione del master, tradotto: agosto non esiste, sigh, l’ultima estate che potevo passare da fancazzaro sputtanata così è una cosa che mi fa davvero rabbia ma ormai non ci si può far niente quindi mi sto preparando a una estate fatta essenzialmente di videogioco e studio alternati tra la mattina e il pomeriggio e non sarebbe male inserire anche un’ora di Wii Fit visto che tanto è l’unica ginnastica che avrò mai voglia di fare, certo, la tentazione di partecipare con gli altri alla sortita sarda è forte ma per il momento ci sono ancora troppi fattori d’incertezza davanti a me non ultimo la possibilità di essere coinvolto già da luglio nello stage lavorativo del master, tradotto: poco tempo per studiare ma almeno iniziamo a incamerare sordi, che, ultimamente, escono sempre con maggiore facilità sebbene abbia cuttato con violenza l’acquisto di AF e modellini con buona pace del mio esercito di Alti Elfi che ancora non ha una prima linea decente.
Dove vanno a finire dunque i soldi? Semplice… In cibo.
Srsly.
Cibo.
Purtroppo gli orari del master fino a ora mi hanno costretto a mangiare fuori sempre a pranzo (come già scritto addietro) e altre volte lo scazzo e la stanchezza alle 20.00 è tale che anzichè far la spesa si va per apertivi o in qualche pizzeria, solo la scorsa settimana mi sono usciti 50 euro di pasti fuori… Uff…
Problemi finanziari a parte il master sta procedendo liscio come l’olio, con esami scanditi da un mese e mezzo due scarsi di corso che generalmente sfociano in un bel lavorozzo di gruppo, sembra quasi di essere tornati al liceo per ritmi e clima della classe e questa è una bella panacea visti gli orari che facciamo, è davvero bello avere un gruppo nel quale supportarsi vicendevolmente dopo cinque anni di semi-anonimato intervallato da fugaci conoscenze che poi si perdono nel limbo finito l’esame di turno.
Giusto la scorsa settimana la dimostrazione di quanto dico: finito l’esame di Project Management ci troviamo io e altri cinque prodi in cortile e ci guardiamo in faccia… Nessuno sapeva un cazzo per l’esame di ERP dell’indomani per il quale il professore aveva fatto un terrorismo psicologico pazzesco. Sono le 16.00 circa.
Decidiamo quindi di ricorrere alla definizione di gruppo come riportata nei manuali di organizzazione “collettivo di persone e competenze in grado di produrre un risultato qualitativamente maggiore alla sommatoria delle singole competenze” non c’è proprio scritto così ma fidatevi che il senso è questo.
Insomma, takeoveriamo un box al primo piano e, stipati in modo ridicolo (leggendario Rubix a mo di cesare sul triclivio) iniziamo a sviscerare le 40 pagine di casi aziendali in inglese cimentandoci in traduzioni dal vivo “por quien no habla”… Tempo che arriviamo al fondo del primo caso si fanno le 18.30, esausti, dichiariamo la pausa caffè. Tragico errore. Restiamo un’ora a cazzeggiare. Alle 19.30 ci rendiamo conto che davanti abbiamo ancora un caso da sviscerare e qualcosa come oltre 200 slide quantomeno da leggere.
Favia dichiara l’adunata a casa sua dove ci suddividiamo i ruoli secondo una precisa logica divisionale, qua bisogna ottimizzare i tempi.
Tre sotto gruppi vengono formati per stare dietro al caso e alle slide dopodichè ognuno avrebbe esposto agli altri i contenuti, nel frattempo ordiniamo le pizze… e la birra. 5 litri dovrebbero bastare di cui uno opzionato dal sommo pappone Daniel-san.
Dopo mezz’ora di lavori ecco arrivare le pizze che vengono consumate frugalmente assieme ai primi mezzi litri di birra.
Nell’ora che segue io finisco il mio caso e mi metto dietro quelli che si erano messi al lavoro sulle 200 e rotte slide quantomeno per avere un’infarinatura teorica più approfondita di quella datami dal corso di Sistemi Informativi Aziendali.
Ridendo e scherzando l’ora inizia a farsi tarda e la salute mentale a scendere un pericoloso declivio.
From-Disco Todisco fallisce un test di disciplina ed entra in panico iniziando a farsi da solo le slide prendendo appunti con la costanza di un maratoneta senza però, a suo dire, capirci un cazzo.
Il gruppo del caso da forfait andandosene e lasciandoci in brache di tela, meno male che quel caso me l’ero letto per i cazzi miei e si portano via,ormai esausto, Claudio il maratoneta.
Rimaniamo io, il padrone di casa, Alice (che guarda i gatti e i gatti guardano Alice), Enrico e Daniel-san.
Io capisco che per risollevare le sorti della situazione è indispensabile fare una cosa: preparare caffè, tanto caffè.
MA LA MOKA NON FUNZIONA! Fortunatamente troviamo una moka di ripiego… Secondo Alice il mio caffè fa schifo, secondo Daniel è squisito e secondo Favia è bevibile… Chi avrà ragione? Nessuno lo può dire soprattutto perchè ormai è l’una passata.
Io inizio a farmi i conti delle ore di sonno che mi separano dall’esame che inizia alle 8.30.
Alle 3.00 circa l’igiene mentale crolla definitivamente: io guardo Daniele e scoppio a ridere incontrollatamente per 20 secondi.
Enrico, soffocato dal fumo di sigaretta inizia a tossire convulsamente e, in preda al singhiozzo, va in bagno.
Qualche secondo dopo sentiamo un brutto rumore.
Cala il silenzio.
“Si sarà sentito male?” chiede Alice dopo 30 secondi abbondanti.
Silenzio.
“Vado a controllare” dice Daniel-san dopo altri 20 secondi.
Fortunatamente Enrico aveva solo urtato un cesto della biancheria… Ma non ti preoccupare Enrì, ti vogliamo bene comunque.
Completiamo le slide alle 04.00.
Io mi avvio verso casa a piedi il più velocemente possibile in modo da dormire quanto più mi è consentito e mi infilo nel letto alle 04.18.
La sveglia suona alle 07.45.
In preda al devasto più totale arrivo in aula dove, gradualmente arrivano gli altri cadaveri.
Chi più chi meno aveva ricorso al nostro stesso stratagemma e l’intera classe era in una sottospecie di stato catatonico.
L’esame del professor Pigni lo finisco in un’ora e tre quarti e non mi ricordo che cacchio ci ho scritto sopra.
L’esame della professorerra Francalanci (crocette benedette crocette) lo liquido in 15 minuti di turbodisprezzo e oversdegno e mi trascino in cortile dove mi siedo e mi accendo finalmente la pipa.
Dopo 20 minuti vengo raggiunto gradualmente dagli altri che finiscono… Sembra che più o meno a tutti sia andata bene, speriamo che i fatti ci cosino come si dice.
Terminata una testimonianza di una azienda di servizi IT messa a tradimento dal professor Morabito subito dopo l’esame ci trasciniamo in enoteca dove facciamo una bellissima tavolata di 15 persone e lì, davvero, capisco che per arrivare fino a quel momento, è davvero valsa la pena di tutto lo sbattimento.
Ragazzi, è un peccato che non vediate queste pagine ma sappiate che davvero è un onore avervi come compagni di classe.
E ORA PUBBLICITA
Wall of text incoming…
…Nel frattempo lascio a monito questa splendida vignetta di VGCats che farà parte dello sproloquio que potrebbe comparire senza preavviso su queste pagine sulla vita l’universo e tutto quanto tra qualche ora o giorno a seconda di come mi gira.
FAIL
Se ne riparla a il 7 Settembre.
Un’altra estate buttata via, altre migliaia di euro buttate via per un solo esame, oggi è meglio che non mi rivolgiate la parola.
Last Chance
Era da quando dovevo dare Matematica Generale ormai due anni fa che non stavo così *fisicamente* male per un esame… Ed è solo l’una e mezza.
Ci tenevo a dirlo.
Disegno di incoraggiamento <anyone?>
/me fugge
