Insegnamenti agostani

Fare contenti tutti è IMPOSSIBILE

Far muovere dieci persone in modo organizzato con l’anfitrione in vacanze è UN SUICIDIO ORGANIZZATIVO

Farsi venire il mal di pancia perchè comunque si cerca di fare il meglio possibile in questi casi è SCONTATO
Poi mi chiedo perchè io tutte le volte ci provi…

Toh, mi do il benvenuto da solo nella famiglia delle bloggate flash.

Aberrazioni tutte italiane

Leggendo l’ultimo post di Ramon Nocent sul suo blog pipico, mi sono imbattuto in una interessante disquisizione di come, col tempo, in ambienti anche molto diversi tra loro, la lingua italiana subisce orrende aberrazioni che la sviliscono, la svuotano di significato solo per darle una patina di pomposa autorevolezza.

Ci sono alcune mode e tic linguistici che rimangono in auge per anni, arrivando a consegnarsi alla storia, anche se, molto spesso, soltanto a quella del costume. Certe forme d’espressione, che leggo nei rapporti di alcuni club sul fumo lento, ad esempio, mi pare vengano usate in modo automatico, ovvero senza alcuna reale presa di coscienza da parte di chi redige questa sorta di  articoli. Gli esempi si sprecano anche in altri campi ovviamente. Essendo originario di Aquileia (UD), città di frontiera storicamente nota anche come “la seconda Roma” (e di cui troverete notizia sulle mura stesse  del Colosseo), mi sono ad esempio sempre chiesto cosa significasse l’espressione “restauro conservativo”. Ma, dico io, esiste forse un restauro distruttivo? Esiste un restauro che, come obbiettivo, abbia la non conservazione dell’oggetto in esame?

Queste formule vuote di senso, molto spesso, ci paiono di conio recente… ma non è sempre così. C’è un bellissimo saggio, di Luciano Biancardi, del 1957, intitolato “Il lavoro culturale”. Già lui, prima dei mitici anni sessanta, intravedeva la pericolosa deriva del burocratichese. Ed oggi io sono qui a dire: ecco, dall’apparato statale siamo riusciti a trasferire queste formule insignificanti pure nelle nostre realtà private, nei circoli del piacere; dentro, insomma, le nostre cose, le nostre case.

Esemplificando, se a livello statale non si parla più di “belle Arti” ma di “beni culturali” anche nelle relazioni di alcune società del fumo lento non si troverà più la parola “godimento” ma “fruizione” di un sigaro! Alla parola semplice, di immediata visualizzazione, viene preferita la vuota formula lessicale. Manie figlie di statuti in cui Caio fa il tesoriere e Tizio il presidente. Il massimo dell’assurdo, comunque, si ha quando diverse realtà sociali, che dovrebbero essere dedicate al piacere, s’incontrano a qualche meeting tematico (fiere, mostre mercato, ecc…). Beh, qui c’è da divertirsi sul serio. Discutono? Nossignore, “aprono un tavolo”! Ovviamente è “un tavolo” metaforico, preso in prestito a qualche sindacalista fumatore.

A questi benedetti “tavoli” ovviamente non si discute, troppo terra-terra: si aprono dei “dibattiti”. Scopo dei “dibattiti” è proporre “analisi” – “approfondite” – “della situazione”. Nel caso che tutto questo dibattere non porti da nessuna parte, allora, statene certi, i più smaliziati vi parleranno di “tappe di avvicinamento” (a cosa?). Altri, meno visionari ma pur sempre lessicalmente corrotti, scriveranno nelle loro sintesi che dal “dibattito”  – “sono scaturite” – “alcune indicazioni”. Io queste “indicazioni” le traduco con: parole d’ordine. E spesso queste parole d’ordine si reggono sulla preposizione “per”: “per” la salvaguardia della pipa artigianale italiana, “per” la diffusione della cultura del lento fumo, “per” questo e per quello.

Queste parole d’ordine poi, comunemente vengono spacciate come “risoluzioni” che, a loro volta, si “tradurranno” – “in una serie” – “di iniziative” – “utili e concrete” – “ma suscettibili” – “di modifiche”. Quindi, con la “ferrea volontà” – “di affrontare il problema concreto” – “si giungerà alla soluzione” – “grazie a queste iniziative mirate”. Io dubito fortemente che, nel nostro specifico campo d’interesse, esistano problemi astratti; sono più incline a pensare che questi fantomatici problemi, pur essendo concreti, proprio non esistano. Ma, non illudetevi, perché il circolo è vizioso e quindi alla prossima “tavola rotonda sul fumo lento” ci sentiremo dire che: “il problema era un altro”. Risediamoci quindi; oppure andiamo a donne, che forse è meglio.

Leggendo questo simpatico trafiletto mi è venuto in mente il master, con i consulenti professionisti che venivano in veste di testimoni o professori che, anzichè scegliere terminologie semplici ma comunque ricche di significato preferivano imbarcarsi in improbabili e talvolta ridicoli voli pindarci della linguistica utilizzando abberranti inglesismi che mi provocavano traumi interiori e mi facevano sentire stupido solo all’idea che, per essere capito sul posto di lavoro, avrei dovuto dire KEY PERFORMANCE INDICATOR al posto di “indicatore”, oppure MILESTONE al posto di una più umile, forse proletaria ma molto più sportiva nei suoi rimandi ciclistici, “tappa”.

Questo vizio di stuprare ripetutamente la nostra lingua solo per darci un tono credo sia una abitudine davvero tutta italica.

E’ stata dura…

indizio2

Giuro che a volte i miei proprio non li capisco… Non starò a raccontare quanto accaduto questa settimana perchè veramente è al di là della mia comprensione francamente, ciò che conta è che è stata dura ma ci siamo, complice una bella botta di culo che ogni tanto ci vuole.

Johnny sarà contento ;)

E’ un po’ che non scrivo…

Oggi era una bella giornata, stranamente, per nessun motivo, forse per la frescura che avvolge tutt’ora il Canavese, forse perchè ho fatto merenda con pane, salame e the verde guardando il Dott. House con il quale ormai ho un rapporto di disprezzo/ammirazione.
Ora non sono più così di buon’umore per una serie di ragioni tra cui il fatto che l’operazione Garacar potrebbe subire un improvviso ritardo a causa del fatto che mio padre di economia capisce un cazzo ma vuole capire tutto e alla fine quello che se la prende in culo sono io… Ma va beh… Tanto alla fine mi macchinizzerò, su questo non c’è dubbio, peccato che stando a guardare i tempi di consegna di *quel modello*;

indizio

infatti se mi arrivasse nella migliore delle ipotesi -ordinandola cioè a Settembre- per Natale sarebbe una botta di culo pazzesca, VW, ti facevo più efficiente.

Aggiungiamo inoltre al malumore le solite cazzate che uno deve sentire al TG e su Internet.
Ora lo scandalo di tendenza è l’ingorgo sul passante di Mestre.
Ovviamente, visto che se piove è perchè il governo è ladro, la colpa del traffico è di Berlusconi che ha messo in piedi l’ennesimo inno al cemento inutile per finanziare i suoi amici lobbisti.
Ovviamente non poteva mancare il j’acuse sul blog di Colui che Detiene La Verità, Beppe Grillo, uomo che pare stia per scendere in politica di persona e, personalmente, temo più la venuta di un figuro del genere, concentrato di puro populismo e demagogia, di mille Silvio.
Si, ok, grazie Beppe, ggkthx, si vede che sei abituato ad usare mezzi di locomozione decisamente più nobili della medioborghese automobile…

Sebbene io non sia veneto, non abiti nel veneziano e soprattutto per Venezia sia passato solo una volta per andare in Croazia, permettemi di fare un paio di considerazioni pragmatiche che, probabilmente, a chi è abituato a viaggiare in aereo non è evidentemente in grado di fare, per la serie “my common sense is tingling”:

1. Quale cazzo di persona sensata progetterebbe uno snodo sulla base del traffico che si genera DUE GIORNI L’ANNO? Se tutti gli ingegneri progettassero così le strade probabilmente ora la Salerno-Reggio Calabria avrebbe quattro corse mentre il resto delle autostrade italiane ne avrebbe dieci, roba che manco gli americani. Il passante è stato progettato per smaltire il traffico delle ore di punta dell’hinterland veneziano non certo di 30000 beoti che partono tutti di sabato comodamente alle 10, se vuoi andare in Croazia o Calabria Saudita in macchina parti alle quattro del mattino, non alle nove del pomeriggio dopo che ti sei alzato, ti sei fatto i cazzi tuoi, hai bevuto cornetto e cappuccino, salutato il barista, caricato il gommone sul tetto e, finalmente sei partito.

2. E qua la strumentalizzazione è lollosissima, mi chiedo perchè non si faccia mai controinformazione in questo senso: il passante di Mestre è a tre corsie. Tutto ok. C’è un però: quando si immette sull’autostrada che poi porta a Trieste e, di conseguenza porta al valico con la Slovenia, il passante finisce, perchè tutto finisce, e inizia la normale autostrada che, ahimè (e qui al massimo se vogliamo ci starebbe la polemica che è un po’ come quella della Salerno-Reggio Calabria) è a due corsie… Cosa succede dunque se si passa da tre a due corsie? Una delle cose che più odio quando vado in autostrada: devo prima rallentare, poi scalare, poi mettermi nella corsia di mezzo sperando che non ci sia qualche cretino che si spara il viaggio della speranza a bordo di una Punto di dieci anni fa, insomma, moltiplicando la situazione per 30000 il risultato è imbottigliamento che ovviamente poi si ripercuote sul passante, ma ovviamente questo non si dice, si preferisce dire che Silvio (che per una volta ne ha fatta una buona e che funziona… Mo finisci la BREBEMI) è cattivo e lo fa apposta a fare un passante inadeguato a un traffico da esodo perchè così potra ridere degli italiani dalla sua villa in sardegna mentre una zoccola d’alto bordo gli succhia l’uccello e lui fa a gara con qualche demoniaco ministro di qualche stato dell’ex blocco sovietico a chi dura di più.

Spesso e volentieri si solleva a sinistra un problema di pluralità d’informazione, io credo che spesso la pluralità d’informazione manchi nell’altro senso, soprattutto quando esistono figuri del genere che con grande maestria riescono ad abbindolare il disorientato e ormai privo di speranza italiano medio.
Come sempre dalle nostre parti il problema non è settoriale, è sistemico.
E non ho nemmeno visto le foto della Sardegna, che amarezza…

Ah, se qualcuno se lo sta chiedendo ancora: si, ci sono rimasto male per il fatto della cartolina dimenticata, tempo qualche giorno e mi passerà, abbiate pazienza non è un bel periodo, mi basterà continuare a guardare a ciclo continuo il trailer intero di Space Marine

video://www.youtube.com/watch?v=XQoFwy1eu94&feature=rec-HM-rev-rn

Cleanse the unclean
Purge the unholy
Crush the corrupted and unpure
Let the enemy fear us, ‘CAUSE WE ARE THE EMPEROR’S WRATH!