Goro Hatakeyama 1928 – 2009

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Sebbene questo sia il secondo post della versione 4.0 di questo blog, è effettivamente il primo post *vero* e non è certamente un buon auspicio di inaugurazione.
D’altrocanto trovo doveroso spendere quattro parole.
L’8 di Dicembre, si è spento presso l’ospedale di Ofuna (Giappone), il Maestro Goro Hatakeyama, IX Dan Menkyo Kaiden di Katori Shinto Ryu.
Potrei passare una abbondante mezz’ora a fare una cronistoria del Katori narrando la vita del Maestro ma, sinceramente, tutte queste informazioni sono tranquillamente e agilmente reperibili in rete.
L’unica cosa che qua voglio sottolineare è che se il Katori oggi è una arte marziale viva, conosciuta nel mondo e che ancora non si fossilizza in katà che rimangono immobili nel tempo, il merito è stato suo e del suo maestro Yoshio Sugino.
Più che del budo, però, preferirei parlare della persona, una persona che sebbene abbia incontrato solamente due volte nella mia vita è riuscita a trasmettermi tutto l’entusiasmo di una persona che la vita l’ha dedicata alle arti marziali, diffondendo il Katori nel mondo senza mai venderlo, per i suoi stage chiedeva semplicemente un obolo che gli permesse di coprire le sue spese di viaggio.
Questo mese il Katori e il mondo delle arti marziali in generale si trova un po’ più povero per la perdita di questo piccolo grande uomo, io personalmente lo sovrastavo di tutta la testa ma lui era in grado, all’età di 80 anni, di atterrare un adulto di un metro e ottanta con una sola mano, con il sorriso sulle labbra, facendo apparire qualsiasi tecnica un gioco da ragazzi, mentre la spiegava con quel miscuglio linguistico di itariano, giapponese e francese che parlava riuscendo comunque ad essere chiarissimo nelle spiegazioni.
Dire che mi mancherà potrebbe sembrare stupido, dopotutto è una persona che ho visto solo due volte nella vita e non ci ho intrattenuto chissà che discorsi, però sento che la nostra pratica è diventata un po’ più vuota avendo perso un punto di riferimento di tale importanza.
Non posso non interrogarmi dei destini della nostra scuola di Katori Shinto Ryu ora che abbiamo perso il nostro referente tecnico, sicuramente in Italia è pieno di grandissimi maestri, i fratelli Morstabilini su tutti, ma la comunità è troppo dispersa e impegnata a farsi le pulci a vicenda, come sempre nello sport del Belpaese, e l’unico fattore aggregante era appunto Hatakeyama-sensei.
Mi auguro che la sua perdita sia di stimolo a tutti noi per ritrovare nella via, uno stile di pratica e di convivenza più genuino, più aderente ai principi del budo in modo da non disperdere gli insegnamenti che questo grande maestro ci ha tramandato.
Chiudo con quello che diciamo sempre al termine dei nostri allenamenti, in quanto non voglio usare qualche elaborata chiusura teatrale per salutarlo, mi sembra già di essere stato eccessivamente prolisso.
Dico, semplicemente, domo arigatou gozaimasu.

One Comment

  • Carlo says:
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    Ho conosciuto anch’io il maestro, durante uno stage:quando mi sentì parlare nella sua lingua mi fece un sorriso e mi disse:”hai trovato la fidanzata giapponese che ti ha fatto imparare la lingua?” Quello che colpiva di più era che il maestro si ricordava i nomi della gente anche se li aveva visti una sola volta.Gli avevo promesso che sarei andato ad allenarmi da lui in Giappone e lui mi diede il suo indirizzo e numero di telefono,per motivi di lavoro non potei mantenere la promessa fattagli e questo sarà sempre un peso sulla mia coscienza

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