Una vita da troll

Entrare in una routine lavorativa da ufficio, che riduce la tua giornata in intervalli ben definiti e prevedibili, ti porta a fare scelte di qualità.
Il tempo si riduce in modo palpabile tanto che a volte senti come un sequestro di tempo quella mezz’oretta che passi sotto la doccia quando arrivi a casa e che pensi “magari potrei usare quel tempo in un altro modo”; stesso discorso per altri momenti che la vita si prende a forza del tuo tempo libero come mangiare, lavare, rassettare etc. il tempo TUO va solo dalle 18.00 (a volte anche le 17.30 ma è raro) alle 00.30 quando inizi a darti del coglione per non essere a letto, certo che la pagherai con gli interessi la privazione di sonno per tutta la settimana… Con incrementi esponenziali.
Questa necessità di efficientamento del proprio tempo mi ha portato recentemente a fare un paio di considerazioni sul fenomeno del trolling, traducibile in italiano con “perculare per il gusto di farlo”, pratica che nell’internet è paragonabile a comprare il pane dal panettiere nel mondo reale. Una necessità.
Spessamente mi sono trovato a ridere perdendo un 15 minuti a leggere un post dove, con fare eccessivamente sarcastico veniva demolito il cacatone dell’ultimo minuto fosse questo un film, un libro, un videogioco, quello che volete. Se esiste è trollabile. Anche voi siete trollabili, dovreste saperlo e sicuramente siete già stati trollati.
Si, mi divertiva, prima di approdare nelle terre padoane, dove l’internet mi è precluso per buona parte dalle 9 alle 18.00 e il resto del tempo si deve distribuire tra mangiare, dormire, lavarsi, andare a fare la spesa e, se rimane del tempo, farsi i cazzi propri (per altro mi sono appena reso conto di aver dimenticato le camicie da portare in lavanderia a casa, questo mi costerà abbondanti 30 minuti tra tornare a casa, prenderle, tornare in lavanderia, posarle, tornare a casa di nuovo; immaginate quanto questo mi renda felice, ma sticazzi oggi è venerdì).
Leggendo oggi i troll provo solo una sconfinata pena, un pochino di invidia e una discreta dose di rabbia.
Analizziamole una per una.
Pena. Perchè pena? Innanzitutto partiamo dal presupposto che, facciamo l’esempio più facile, quello dei libri, leggere un libro che non piace può succedere.
Comprare sistematicamente libri fantasy scritti da autori adolescenti è masochismo.
Leggerli fino in fondo è chiaro segno che non sai cosa fare delle tue ossa.
Ripetere sistematicamente il procedimento è la dimostrazione che sei un mentecatto.
Qua non si tratta di prendersi la sonora inculata che a tutti capita su base regolare con libri, fumetti, videogiochi e salcazzo, si tratta proprio di andarsele a cercare, come andare in giro per Harlem vestito con la divisa del Ku Klux Klan e poi scrivere un articolo su quanto è violenta la comunità nera.
Non sono violenti, sei tu coglione che te la sei andata a cercare quindi prima di prendertela con loro prenditela con te stesso.
Calandoci di nuovo nel mondo dei libri la cazzata è duplice: non solo hai letto un libro che già sapevi era brutto (andiamo, cosa volete che scriva un Paolini a caso? Guerra e Pace? Delitto e Castigo? No scriverà quello che ogni quattordicenne nerd scriverebbe, la sua visione del Signore degli Anelli infarcito di altro stereotipamen derivante da altre sue passioni perchè gli sembra figo, ma di questo ne parliamo dopo), MA HAI PURE SPESO DEI SOLDI! HAI FINANZIATO IL SUDDETTO PAOLINI DI TURNO! L’HAI INCENTIVATO A PROSEGUIRE NEL SUO CAMMINO DI SCRITTORE, GRULLO CHE NON SEI ALTRO!
E tutto questo per cosa? Per passare un paio d’ore a scrivere un articolo sarcastico (che non ti porterà profitto alcuno) per il tuo personale autocompiacimento, la tua frustrata autostima e il tuo fandom di cretini che ti vedono come il successore di Ghezzi.
Peccato che Ghezzi ha inventato Blob, tu invece hai solo un blog del cazzo. Sfiga eh?

L’invidia.
Beh, questa è semplice, se hai tempo da buttare prestamene no? Devo ancora finire Dragon Age e giocare non necessariamente nell’ordine: Bayonetta, Mass Effect 2 e il mese prossimo Final Fantasy XIII il tutto per oltre un centinaio di ore di gioco senza contare quelle che mi rimangono di Dragon Age. Detto tutto.
Il weekend poi è una tortura perchè è un continuo gioco di costo-opportunità. Se monti miniature non giochi a Dragon Age, se giochi a Dragon Age non sfoltisci la pila di DVD, se sfoltisci la pila di DVD non expi su FFXI, se expi su FFXI non esci con gli amici. Da spararsi.

La rabbia.
Diciamocelo, troller caro, tu non sei niente di meno che un bullo dell’internet, con la differenza che prima o poi i bulli trovano quello che pensano sia un nerd sfigato mentre invece è cintura nera di pizze in faccia e lo gonfia come una zampogna, il troller bulleggia il prossimo dalla sicurezza inviolabile della sua camera, protetto dall’anonimato che garantisce (sempre meno) il web.
E chi bulleggi?
Della gente che comunque ha si prodotto qualcosa di scadente, nessuno qua sta facendo apologia di Paolini e compagnia cantante, ma l’ha fatto sicuramente con uno spirito onesto e spendendoci sopra tempo e fatica e magari soldi che sicuramente non gli ritorneranno perchè pochissimi casi a parte dubito seriamente che un libro fantasy di quart’ordine che non è altro che la scopiazzatura di qualche altra opera fantasy riesca a raggiungere il punto di pareggio, figuriamoci il profitto, sono scommesse che suppongo un editore fa perchè comunque c’è la famiglia benestante del ragazzo in questione che finanzia in parte la pubblicazione, o così mi piace pensare, dopotutto non sono organi di beneficienza, sono imprese che puntano al profitto.
Ciò detto, dunque, mi sembra il caso di trattare i suddetti autori, almeno nella piazza pubblica, con un po’ più di rispetto in quanto possono essere stroncati con sicuramente più professionalità, poi nella riservatezza della vostra casa, con il vostro gruppo di amici snobboni, potrete prenderli per il culo quanto volete mentre fumate il vostro Partagas Serie 2 preferito sorseggiando un Passito di Pantelleria che non vi verrà più sottratto da una cicciona alcolista del cazzo perchè l’avete lasciato a raffreddarsi sulla finestra e lei passava di lì.
Penso che anche il nerdino liceale che ha avuto la botta di culo immane di riuscire a pubblicare il suo polpettone fantasy meriti almeno questo, se pensate di poter fare di meglio, se pensate di essere la reincarnazione di Jordan (morirete comunque di nuovo prima di finire la vostra epopea prolissi del cazzo) o se Martin vi è apparso in sogno indicandovi la via per la rinascita del fantasy, prego, la carta, la penna e l’inchiostro costano poco e sono alla portata di tutti, perchè non ci provate un po’ voi?
Sarò ben lieto di leggere dalla prima all’ultima pagina del vostro prodotto e successivamente scrivere una recensione carica di sarcasmo, foto di roditori e priva del giusto arisotcratico distacco che una persona dovrebbe avere nel valutare il lavoro di un altro PUBBLICAMENTE.

Ci siamo capiti Gamberi Fantasy?

2 Comments

  • Ireland says:
    Mozilla Firefox 3.5.7 Windows XP

    Tra le varie cose che hai, la priorità te la consiglio sempre per la RL. Per quanto concerne Gamberi Fantasy, son d’accordo con te, ma non su un punto: certi strafalcioni che la blogger ha sottolineato non possono essere non visti da un editor. Potrà essere anche una cazzata di libro, ma 2+2 non fa 5. Se un pg muore a pag 56, non può riapparire a pag 67 perchè l’autore/rice si è dimenticato/a che l’aveva fatto crepare. Ma qui più che verso lo scrittore/rice, ce l’ho con la casa editrice, che a differenza del 14enne di turno si spera sappia l’italiano, la consecutio temporum e che magia a parte certe regole vadano rispettate.

  • Lord Gara says:
    Mozilla Firefox 3.5.7 Windows Vista

    La chiusura del post è pretestuosa e provocatoria, il mio voleva essere un discorso generale per chi prova gusto nello sputtanare persone per il gusto di farlo anzichè usare un approccio critico più distaccato e obiettivo, di chi poi sia la colpa che l’oggetto recensito sia scadente lo lascio decidere a chi ne sa più di me.
    Come ho detto non si sta mettendo in discussione che si stia parlando di prodotti scadenti ma di COME lo si sta facendo.

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