La fortuna è cieca…

…ma la sfiga ci vede benissimo.

E’ conclamato che la mia vita segue dei periodi altalenanti: ci sono dei momenti di culo estremo e momenti di sfiga estrema, questi ultimi generalmente quando arrivano durano sulla settimana circa, ultimamente non capisco se stanno stabilendo un nuovo record, o sono io che me la creo la sfiga.
La settimana appena conclusa è stata una settimana davvero tosta, che mi ha visto zompettare tra un tavolo e l’altro a raccogliere informazioni.
Inizio a capire quello che diceva Sampietro al master: iniziare come project manager è una cazzata.
Fortunatamente se io sono un project manager, Unohana-taicho è Dio in terra, diciamo che io mi occupo di aspetti circoscritti al controllo dei progetti, e già così è un casino, diecimila cose da ricordare, diecimila cose di cui non sai un cavolo e di cui l’internet è avara di informazioni (dopotutto Banca d’Italia non sente il bisogno di fare un portale sugli applicativi di gestione dei finanziamenti o su come interagiscono questi con gli applicativi di segnalazione delle normative anti-riciclaggio e anti-usura).
Questo barcamenarsi in mondi sconosciuti, dove tutti sono troppo impegnati per te (anche perchè gli fa sicuramente noia essere controllati sulle scadenze in modo che si scopra che a fine mese, se va bene, ne hanno rispettate un decimo) e soprattutto dove costantemente fai la figura del pirla che parla a pappagallo.
Io lo sapevo che a lavorare con le banche erano solo guai, ma per ora mi accontento di quello che ho, rassegnato al fatto che Padova sarà la mia casa fino al 2011 (chissà che invece non me la stia gufando).
A tutto questo si aggiungono le piogge torrenziali di giovedì e venerdì (si, sono meteopatico) e… LE GRANDI OPERE.

Succede infatti che il coinquilino universitario, ovvero il padrone di casa, decide di cambiare la caldaia, anche perchè eravamo un po’ stufi della doccia che faceva le transizioni caldo-freddo-caldo, alle terme per cinque minuti sono divertenti e tonificanti, ma se vuoi lavarti sono solo una rottura di palle.
Fatto sta che arrivo a casa un giorno e sembra che sia esplosa una bomba.
I pensili della cucina completamente spariti, polvere ovunque, il cibo nella credenza tutto sul tavolo, il divano completamente ingombro.
Era arrivata la caldaia nuova.
Con aplomb del tutto zen, sopporto pensando che il giorno dopo si sistemerà tutto.
Sbagliato.
Tre giorni.
Tre giorni per sistemare una caldaia e tre pensili.
Il tutto per risparmiare sulla mano d’opera, cosa di cui sono ormai abituato con mio padre, con la differenza che mio padre generalmente riesce a venire a capo della situazione e ha un parco attrezzi immenso, mentre lui ha fatto tutto da solo, con competenze limitate e attrezzature ancora più limitate.
Il che si traduce nel fatto che alla sera del secondo giorno era entrato in quello stato d’animo che ha chi si è dato al bricolage e si è reso conto di aver fatto una cazzata: autocommiserazione, sospiri e bestemmie.
Immaginate questo quanto renda contento una persona che torna da un ufficio che alle 16 diventa irrespirabile (non vedo l’ora parta l’aria condizionata) e non vuole più avere a che fare con i problemi.
Tremendo.
Ora la situazione è tornata quasi alla normalità, resta da pulire un po’ il piano cucina che penso sistemerò più tardi e il bagno, che è quasi in emergenza sanitaria.
Insomma, è stata una settimana molto molto pesante dal punto di vista psicologico con in più lo schiaffo finale di uscire stanchissimo il venerdì sotto la pioggia torrenziale alle 19.00 (quando normalmente il venerdì la gente inizia a scappare alle 16.00, non scherzo) e dire “nah, a Milano ci andiamo domani”.
Il risultato? Erica inizia a cantare Ohayoo Ohayoo BONGIUUUUUUUR alle 9.00 e viene prontamente zittita.
Mi sveglio alle 10.00 (ora alla quale sarei dovuto essere ormai dopo Brescia) ma il mio corpo si rifiuta di muoversi.
Inutile scontrarsi con la natura, il weekend milanese salta e con esso la prima lezione di katori dopo… dopo dicembre.
CHEMMERDA.

Cercando di riprendermi almeno un briciolo di dignità, ed essendo il coinquilino ancora completando le grandi opere, mi decido finalmente a chiamare Daria che rivedo dopo, pare, cinque anni.
Pazzesco.
Beh devo dire che finalmente però che ci siamo divertiti, s’è finalmente visto il centro e si è fatto quattro chiacchiere sul tempo che è passato, dai tempi dei grandi raduni mangaitalioti, a quelli di #mirthegreat e più avanti fino a comporre quella parabola discendente (numerica non qualitativa), che ci ha portati a #encanta.

Di tempo ne è passato davvero tanto, troppo da quando, a quattordici anni mi ero iscritto, su Mangaeco, ebbro dei primi manga che non fossero Dragonball che compravo verocemente dal fumettaro di Ivrea (sempre del cuore).
Mangaeco… FFMD… #mirthegreat… I raduni bolognesi… AD… #lifeinsanity… ffrpg poi seventh sigil… il relativo takeover… #ffrpg… #suca… e ora #encanta.
Ne sono successe davvero tantissime, persone sono arrivate, altre se ne sono andate, altre ogni tanto fanno fugaci ritorni per poi sparire di nuovo, l’internet è un enorme mare con le sue maree che vanno e vengono e purtroppo rimane una seconda vita che subisce inevitabilmente i cambiamenti che si verificano in quella principale, quella reale, con la quale ci confrontiamo tutti i giorni e con la quale dobbiamo sempre riuscire a conciliare tutto; anche perchè a 14 anni potevi dire che non uscivi (tanto comunque non potevi) perchè c’era il torneo di Starcraft, ora se dici che non esci perchè c’è Dynamis Xarcabard fai un po’ ridere e quindi allora via a riservare cantucci e scampoli di vita, ricordandoci sempre che il tempo che di notte giochiamo è tempo che non dormiamo e la sveglia suonerà sempre, inevitabilmente alla stessa ora.
I mezzi per ridurre le distanze aumentano ma contemporaneamente si riducono i momenti in cui utilizzarli, che ironia.

CHIUDIAMO QUESTO MOMENTO NOSTALGIA CHE MI HA GIA ROTTO PER PASSARE A UN MOMENTO ATTUALITA ASSOLUTAMENTE OFF-TOPIC.

In questa settimana ricca di eventi, tra cui segnaliamo il principale, ovvero l’entrata nel mondo della disoccupazione di Ire (ah-ah! e mo so cazzi tuoi!), sono successe due cose che hanno scosso le coscienze.
No. Nessun attentato.
No. Nessuno scandalo.
No. Nessuna cat-a-strophe.
La prima: Beppe Bigazzi, eroico e caustico cultore della cucina italia, sul quale ho sempre dubitato della sanità mentale, ha raccontato in diretta come cucinare i gatti.
La seconda: Sanremo.
MADRE MIA CHE TUMULTO DI COSCIENZE! Tangentopoli e Craxi assieme non potevano creare una maggiore presa di coscienza collettiva sui veri problemi della nostra società.
E così Bigazzi è stato sospeso rendendo La Prova del Cuoco un programma ancora peggiore di quanto non fosse (davvero, era splendido quando trollava) perchè DIO MIO! CHI PENSERA AI POVERI GATTI! Se una persona in tv racconta come cucinare il gatto (piatto di carne abbastanza tipico della cucina povera degli anni 20-30 quando ancora esisteva la parola FAME in Italia e non significava quel languorino che ti prende a mezzodì), sta pur certo che scatenerai SICURAMENTE, una devastante caccia al gatto da parte di massaie fangirl di Bigazzi. Oh, si, non c’è dubbio, quindi in mano i forconi gente! C’è una crociata del moralismo da compiere! Suonate i corni di guerra! Nel nome del pensiero positivo e di tutti i poveri micetti che verranno cucinati dal satana-Bigazzi!
Ci manca poco che diventasse un caso politico, fortunatamente è accaduto in una settimana densa di avvenimenti per cui è andato rapidamente nell’ombra in quanto è iniziato SANREMO!
Per parlare di ciò che ha creato Sanremo ho avuto bisogno di interrompere la scrittura e prendermi un chupa-chups (che ora uso al posto delle coca-cole haribo in quanto ho bucato la soglia psicologica del mezzo chilo settimanale) per addolcirmi.
Sanremo, non si sa perchè, sta vivendo una seconda giovinezza: con Bonolis prima (vero salvatore di un cadavere mediatico in putrefazione avanzata) e con la Clerici poi (la più grande vittima della televisione italiana).
Cambia la confezione ma il contenuto non cambia.
Siamo sempre lì con i soliti immanicati, con i soliti già visto, già sentito, le solite canzonette struggenti e passionali, affiancate dai furbetti che fanno i testi impegnati sperando di far presa sul pubblico e ingenerare scandali che aumentino le vendite dopo il festival, perchè, diciamocelo, Sanremo è Sanremo, ma dura tre giorni, è quello che viene DOPO che frega veramente ai discografici e, in ultima istanza, ai cantanti, il festival è una mera vetrina.
Insomma, anche se irrori di deodorante una merda, sempre merda resta, scoppierà anche sta bolla e i vari Carta, Scanu, Arisa, Malika (ma ci cazzo è sta qua poi?) torneranno all’ombra che li ha generati, felici di aver vissuto la loro ora di gloria, in compagnia dei Jalisse (avevano vinto anche loro ricordate? FIUMI DI PAROOOOLEEEEEEEE).
Ok ma allora cos’è cambiato davvero?
E’ cambiato il contesto in cui si cala Sanremo, il primo del web 2.0, dove tutti, me compreso, hanno il bisogno patologico di far sentire cosa pensano in qualsiasi momento, anche mentre leggono un manga sui vichinghi in una lavanderia a gettone (10 euro per 7 mutande e altrettante paia di calze ;___;).
E allora ecco che insospettabili personaggi si ergono a giudice e giuria di un festival del quale prima sembrava non fottere un cazzo a nessuno imbastento telecronache in tempo reale via facebook e twitter (mezzo che trovo sempre più antipatico tanto è invasivo) indignandosi per il ripescaggio del trio Pupo-Emanuele Filiberto-Illustre Sconosciuto, per la vittoria (MAFIOSA!) di Scanu, per la non vittoria di Irene Grandi (ma non capite che fa le stesse identiche tre canzoni da cinque anni dio santo?!).
Insomma, perdonate lo sfogo, ma se ormai riusciamo a incazzarci solo per Sanremo e perchè un poveraccio affetto da demenza senile ci racconta quanto è buono il gatto stufato (sa di coniglio, occhio alle feste di paese) siamo proprio davvero, irrimediabilmente, assolutamente, irrevocabilmente alla frutta.
Speriamo non ci servano anche il dessert.

2 Comments

  • Zenone says:
    Mozilla Firefox 3.6 Windows 7

    Ma in che cazzo di lavanderia a gettoni vai per farti spennare così?

    • Lord Gara says:
      Google Chrome 4.0.249.89 Windows XP

      L’unica che ho trovato; ti fanno pagare uno sbrotto con la scusa che le lavatrici sono già dotate di detersivo ed ammorbidente.
      Convengo che sia un furto ma purtroppo non trovo nessuna lavanderia che mi lavi le mutande… Eppure non sono COSI sporche.

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