Considerazioni sparse

Questo post doveva assumere molte forme e trattare molti argomenti, come tutte le volte che rimugino su un post finirò per fare un minestrone di tante cose… Alcune verranno a galla, altre rimarranno sul fondo della marmitta; evidentemente non era loro destino venire trattate.
Iniziamo con i pensieri più vecchi.
Settimana scorsa è stata dura, molto dura.
Sono capitate diverse incombenze nel grande ufficio della GigaImpresaConsortile che ha deciso (poveri loro!) di prendermi come consulente dell’ufficio progetti, roba che mercoledì e giovedì sono tornato a casa ben oltre le 20.30, mercoledì forse anche alle 21.00 perchè mi ero fermato a far la spesa… Oh beh, finchè la paga è buona di quello non mi lamento.
Ciò di cui mi lamenterò è invece il fatto che ormai, dal lunedì al venerdì, io faccio unicamente lavoro-casa-lavoro, routine che mi sta lentamente, ma inesorabilmente, logorando.
Il problema è che, diciamocelo, a Padova proprio non riusciamo ad abituarci.
Certo, il fatto di avere si e no 3/4 ore di tempo libero al giorno, tutte concentrate di sera, non ti permettono in alcun modo di abituarti alla città, ma tante piccole cose, come ad esempio l’inconcepibilmente malato piano viario, le ZTL poco segnalate con accesso tramite piccoli ponti medievali che se imbocchi sei fottuto perchè non puoi far marcia indietro, proprio non riescono a farmela piacere, peccato perchè il centro è davvero una delizia e ho ancora in arretrato quella passeggiata fotografica che avevo programmato nei primi giorni di Gennaio.
Tutto questo per dire che più ci rimugino sopra, più voglio tornare a Milano, non solo per un fatto geografico (che tornare a Ivrea ogni weekend era una gran comodità) ma anche per il fatto che, dopo cinque/sei anni, Milano è un po’ la mia seconda casa, ho un mio giro là, che ho mollato di corsa senza nemmeno dire “ciao”, ho un sistema di mezzi pubblici che, per Dio, ti permette di essere ovunque da qualunque punto della città, e soprattutto ho delle possibilità di impiegare il mio tempo libero che non sia marcire a casa davanti al televisore, pessima abitudine che mi ha portato a sfondare quota 80 chili.
Ho immediatamente messo in atto un piano di contingenza che mi vedrà darmi al jogging non appena le condizioni climatiche lo permetteranno anche se penso che, se oggi non faccio troppo tardi, potrei già fare un tentativo oggi.
Lo scopo dell’iniziativa è duplice: innanzitutto fare un po’ di moto senza vincoli come quelli che ti impone la palestra, secondo iniziare a esplorare un po’ i dintorni e, magari, col tempo, anche il centro… Ma questi sono progetti troppo in là nel tempo, se le prime volte riuscirò a sopportare 20 minuti di corsa leggera mi definirò assolutamente soddisfatto di me stesso.
Altra cosa che mi fa rodere di Padova è che a Milano stavo iniziando a fare dei progetti di costruzione di uno spazio mio personale.
Ad Agosto lasceremo la Rocca dei Ninj4 1.5, finalmente direi.
Quella sistemazione era partita un po’ come mio purgatorio personale, sperando che una casa di studenti mi desse la spinta necessaria a concludere l’università.
Ora che l’università è finita e che non ho più bisogno di sentirmi spronato dalla produttività altrui, era tempo di muoversi verso altri lidi, peccato che con altri lidi io non intendevo Padova!
Il piano originale era trovarsi sempre con Filippo e con chiunque altro volesse aggiungersi, un trilocale nel quale potessi trovare una camera singola che sarebbe presto stata adornata dalla nerdstation che avevo assemblato a Ottobre, oppure addirittura un appartamento per i cavoli miei fuori Milano in quei paeselli che finiscono in -ate, in -ano o in -sul Naviglio… Peccato che ora come ora tutto ciò sia impraticabile… O no?
La questione che si pone ora è sul da farsi: la persona intelligente et risparmiosa, semplicemente si rassegnerebbe spostando il suo centro di interessi in Veneto, barcamenandosi con grande dispendio di benzina e autostrada per gli impegni del Katori (che fortunatamente sono tutti nel bergamasco il sabato), nell’attesa che le cose cambino.
La persona meno intelligente et meno risparmiosa, d’altro canto, cercherebbe comunque una sistemazione meneghina, facendone però la nuova Rocca dei Ninj4 2.0 e tornando ogni santo weekend nel milanese, riducendo le comparsate nel canavese a circa una al mese salvo ecceziunalità.
La questione però si tradurrebbe in un maggiore esborso economico perchè comunque sono un affitto e delle bollette da pagare (lode al GigaCapoSupremo che mi paga l’affitto a Padova) che sfrutterei unicamente otto giorni su 30 salvo ecceziunalità; non proprio il massimo dell’efficienza.
Insomma, ho tempo diciamo fino ad Agosto per pensarci su e sia mai che il GigaCapoSupremo si riveda e mi faccia rientrare di sua sponte in terre non dico migliori ma comunque più vicine alle mie sfere affettive e d’interesse, nel frattempo me la spasserò come posso a Padova dove il mio tasso alcolemico sta rapidamente ritornando ai livelli di un tempo… Questo si che mi piace del Veneto! C’è sempre una occasione per riempire il bicchiere!
Risalendo la china temporale dei pensieri, sempre settimana scorsa, ho avuto la spiacevole idea di rileggermi TUTTI i miei vecchi blog per via del fatto che mi sono chiesto “ma ci saranno ancora?”.
Ebbene… Rileggendo pensieri ormai vecchi di sei anni (i più vecchi sono datati 2004) non ho potuto fare a meno di alzare un sopracciglio in segno di perplessità… O perplimenza… Fate voi.
L’aspetto più interessante è di come la mia vita si possa spaccare in ante-Yamato Daisakusen e post-Yamato Daisakusen.
Da dopo il viaggio in Giappone il mio rapporto con la vita, o quantomeno con il blog, è cambiato radicalmente: da quaderno di lamentele e piagnistei su quanto fosse brutto il mondo, su quanto mi trovassi male, è diventata una pagina di pensieri in libertà sulla quale si può dissertare un po’ di tutto.
Certamente, i momenti brutti non sono mancati, ma a questi sono stati accostati anche momenti belli, descrivendo un quadro se vogliamo più veritiero di quello che è il mio mondo fuori dall’Internet; in questo posso decisamente dire di essere diventata una persona migliore, non c’è dubbio.
Certo è che nel 2004 ero proprio un figurino
Arrivando a cose praticamente di ieri (notate come la cosa sta descrivendo una parabola crescente) finalmente, come l’osservatore più attento avrà notato a inizio post, mi sono dotato della mia prima Detolf, mitico simbolo del collezionista che abbisogna di una vetrinetta di bell’aspetto senza spendere un capitale.
Giovedì mi sono recato all’Ikea, ormai luogo che conosco a menadito e del quale sono diventato maestro, riuscendo ad aggirare la perfida area espositiva e addirittura tagliando tutto il serpentone dell’area mercato arrivando direttamente nella zona mobili!
Davanti a me stava la pila di scatoloni di Detolf, quanto potrà mai pesare? Mi avvicino e, con non curanza, afferro lo scatolone, o almeno ci provo in quanto è praticamente inamovibile.
Provo a prenderlo da più parti ma niente, resiste a tutti i miei sforzi di sollevamento.
Dunque, se fallisce la forza, riesce l’ingegno: con un tutte le mie forze riesco a sollevarlo quel poco che basta per farlo sporgere a bordo carrello, dopodichè, per il principio del piano inclinato, lo faccio scivolare delicatamente dentro, trasformandolo in una specie di rostro da speronamento.
Carrello sbagliato; maledetta Ikea.
Fortunatamente vicino a me c’era un carrello di quelli enormi completamente abbandonato a se stesso sul quale ho fatto tosto trasferimento dello scatolone.
Anche caricarlo in macchina è stata una impresa e ringrazio che la Civic innanzitutto ha il bagagliaio a portellone e inoltre è sufficientemente bassa da avermi permesso di nuovo di far scivolare lo scatolone dentro, una volta oltre la metà mi è bastato farlo basculare all’interno del bagagliaio… Fottuti svedesi del cazzo, voi e le vostre scatole da 40 chili… Ora mi chiedo… Ma quelli che si portano a casa la cucina dell’Ikea… COME DIAVOLO FANNO?!
Il montaggio mi ha portato via oltre un’ora e mezza con l’aiuto di mio padre, soprattutto per via delle pesanti lastre di vetro da posizionare con attenzione; ora finalmente il mio esercito di Lupi Siderali, prossimo a completamento, ha un suo posto in bella mostra.
Il primo piano è stato occupato da Kureha, Nanoha e Fate che erano posizionate su un comodino che prima stava lì e ora è stato spostato nell’angolo al posto dell’osceno attaccapanni ormai completamente privo di raison d’etre.
Il problema è che le miniature di Warhammer 40000 sono troppo grosse e, con un calcolo veloce, ho già capito che i restanti tre piani verranno occupati dalla divisone corazzata del mio branco di Lupi, lasciando i poveri Alti Elfi del fantasy privi di una casa… Presto ci si dovrà nuovamente confrontare con la potenza scandinava.
Sono le 11.17, penso di essermi fatto a sufficienza i cazzi miei ed è ora di andare a disturbare qualcuno, fortunatamente di oggi ci sono poche cose da fare quindi può addirittura darsi che esca prima delle 18… Incrociamo le dita.
Eppure sono sicuro che ancora qualcosa la dovevo dire… Oh beh, sarà per la prossima volta, il tempo da sprecare in ufficio, fortunatamente, non manca.
lavoro-casa-lavoro
BWAHHHHHHH E il peggio verra’ dopo un paio d’anni, quando davvero senti la mancanza delle vacanze estive e tutto
Nel frattempo io per le vacanze pasquali vado in ferie dall’1 al 12… Il che schifo non fa.